La sentenza n. 421/2026 – RG n. 181/2022 del Tribunale di Viterbo del 27 maggio 2026 offre l’occasione per riflettere su uno dei temi più significativi emersi nell’evoluzione della responsabilità da cose in custodia: il ruolo assunto dalla condotta del danneggiato all’interno dell’accertamento causale e, in particolare, la rilevanza della consapevole percezione del ...
Danno da cose in custodia ex art. 2051 c. c. : la Cassazione conferma che la responsabilità del custode ha natura oggettiva e può essere esclusa solo dalla prova del caso fortuito o dalla colpa del danneggiato. Non è sufficiente, per il Comune ricorrente, invocare genericamente la visibilità del pericolo senza specificare in cosa sia consistita l'imprudenza del pedone.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: sentenza n. 1782 del 07/05/2026.
Martedi 9 Giugno 2026
Di Anna Andreani.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel condannare un'ASL per una caduta da infiltrazione ex art. 2051 c. c. , esclude il danno morale in assenza di prova di una sofferenza soggettiva distinta dal biologico. Richiamando le Sezioni Unite del 2008, il giudice ribadisce che il danno non patrimoniale è sempre danno-conseguenza: va allegato e provato, senza automatismi liquidatori.
La Cassazione, in tema di responsabilità da custodia ex art. 2051 c. c. , ha stabilito che le precipitazioni atmosferiche integrano il caso fortuito solo se la loro eccezionalità è accertata mediante dati pluviometrici di lungo periodo, riferiti al luogo specifico della res custodita e tratti da fonti certe e qualificate, ossia da soggetti istituzionali o da altri enti la cui ...
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 3652/2026 del 17 febbraio 2026 torna ad occuparsi della responsabilità per cose in custodia, ribadendo il principio per cui deve ritenersi sussistente la esimente del caso fortuito, integrato dal fatto colposo del danneggiato, qualora ricorrano le condizioni di prevedibilità ed evitabilità dell'evento dannoso e di mancata osservanza del dovere di ...
In caso di incidente in autostrada determinato dalla presenza di ghiaccio sulla carreggiata, il gestore è ritenuto responsabile in quanto custode ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile.
Il gestore autostradale riveste la figura di custode dell’intera rete e risponde sempre dei danni cagionati agli utenti dalla cosa in custodia (autostrada), a meno che non dimostri che l’evento si ...
In tema di responsabilità per danni cagionati da cose, custode è il proprietario o, comunque, il titolare della signoria, anche di fatto, sulla cosa che ha dato luogo all’evento lesivo, in quanto, avendo un potere effettivo sulla stessa, è in condizioni di controllare i rischi ad essa inerenti.
Così ha precisato la Corte di Cassazione nell'ordinanza n. 31165/2025.
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 29147 del 4 novembre 2025 ricorda in quali ipotesi la condotta del danneggiato riveste i caratteri del caso fortuito idoneo ad escludere la rresponsabilità del custode.
Il caso: Mevia conveniva in giudizio il Comune di Formia dinanzi al Tribunale di Latina – Sez. distaccata di Gaeta, onde ottenere l’accertamento della sua responsabilità ex ...
La Corte di Cassazione nell'ordinanza n. 22242/2025 torna ad occuparsi della responsabilità del custode per i danni cagionati dalla cosa in custodia, che viene esclusa dalla condotta imprudente e “distratta” del danneggiato, caduto a terra a causa di un palo della segnaletica stradale.
Il caso: Tizio conveniva in giudizio Roma Capitale, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni da ...
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15187 del 06/06/2025 torna ad occuparsi dei criteri che devono presiedere alla valutazione dell’evento meteorico in termini di caso fortuito, nel caso di danni dovuti a precipitazioni atmosferiche.
Il caso: Tizio conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore, la società Alfa s. p. a. , chiedendone la condanna, ex art. 2051 cod. civ. , al ...
La responsabilità ex art. 2051 cod. civ. , per danni cagionati dalla condizione del manto stradale prescinde dalla prova della ricorrenza di una situazione di insidia, essendo sufficiente la dimostrazione del nesso tra «res» ed evento dannoso.
Tale principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione nell'ordinanza n. 8450/2025.
Con l'ordinanza n. 9043 del 6 aprile 2025 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi dei profili di responsabilità della P. A. e del riparto dell'onere probatorio tra danneggiato e Regione nell'ipotesi in cui il conducente di un autoveicolo subisca dei danni a causa di un impatto con un animale selvatico.
Il caso: Il Giudice di Pace di Avellino rigettava in mancanza di prova del sinistro, la domanda di ...
Il Tribunale di Milano con la sentenza n. 10229/2024, in tema di responsabilità per cose in custodia, richiamando i principi dettati dalla Cassazione, chiarisce come si ripartisce l'onere della prova tra il danneggiato e il custode (nella fattispecie, un Condominio).
Il caso: Mevia conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale il Condominio Delta al fine di ottenere il risarcimento dei danni, patrimoniali ...
Si segnala la sentenza n. 60 del 13 gennaio 2025 con cui il Tribunale di Castrovillari affronta la annosa tematica della responsabilità dell'Ente pubblico per la custodia e la manutenzione delle strade e dell'eventuale concorso di colpa del danneggiato.
Il caso: Con atto di citazione Tizio evocava in giudizio l'Ente convenuto assumendo che mentre verso le 19. 45 stava percorrendo a piedi un' area ...
Con l'ordinanza n. 33136/2024 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della responsabilità per cose in custodia del Comune nell'ipotesi in cui un motociclista cada a causa di un ramo d'albero presente sulla sede stradale.
Il caso: Tizio conveniva in giudizio il Comune e l' Assicurazioni Alfa spa, chiedendo che i convenuti fossero condannati in solido al risarcimento dei danni da lui subiti ad esito ...
Con l'ordinanza n. 28041 del 30 ottobre 2024 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della responsabilità del custode ex art. 2051 c. c e delle ipotesi di esclusione per fatto del danneggiato o del terzo.
Il caso: Tizio e Mevia, quali genitori esercenti la responsabilità genitoriale sul figlio Caio, ebbero ad adire l'autorità giudiziaria per far valere la responsabilità del ...
L'ordinanza del 2 febbraio 2024 della Corte di Cassazione in oggetto si inserisce nel solco dell’evoluzione giurisprudenziale riguardante la responsabilità per danni causati da fauna selvatica, offrendo un importante chiarimento in merito all’applicazione dell’art. 2052 c. c. (responsabilità per danno cagionato da animali) e alla possibilità di una responsabilità ...
La responsabilità ex art. 2051 cod. civ. ha natura di responsabilità oggettiva, la quale prescinde da ogni connotato di colpa, sia pure presunta, per cui è sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte dell'attore della derivazione del danno dalla cosa, nonché del rapporto di fatto custodiale tra la cosa medesima e il soggetto individuato come responsabile.
L'esonero da responsabilità per cose in custodia richiede una prova rigorosa in ordine alla concreta ed effettiva impossibilità di esercitare sul bene la signoria di fatto sulla cosa, da valutare con particolare e determinante riguardo alla natura ed alla posizione dell'area teatro del sinistro. In tal senso si è espressa la Corte di Cassazione nell'ordinanza n. 12988/2024.
Certamente non lo è dei cani, la colpa. Questo è pacifico nonostante ancora ci si affanni a dichiararlo, anzi sottolinearlo. Attribuire categorie giuridiche (colpa, responsabilità) a “oggetti” è un non senso. Come attribuire la colpa alla pistola o al fucile che ha ucciso un essere vivente.
Nel caso che ha originato la sentenza in commento (Corte di Cassazione penale, ...