Infiltrazioni e muffe: la Cassazione ha stabilito che il condominio risponde ex art. 2051 c. c. anche se il difetto delle parti comuni è originario, quando omette gli interventi necessari a eliminarlo. L'illecito è permanente: la prescrizione dei danni decorre de die in diem, man mano che si verificano, e non dalla consapevolezza della causa.
Servitù di uso pubblico: la Cassazione ha stabilito che non può configurarsi su uno slargo privato che non conduce ad alcun luogo pubblico e serve alla sosta dei veicoli dei residenti, mancando l'uso uti cives di una collettività indeterminata e l'idoneità a soddisfare un interesse generale; la presunzione di demanialità cede alla natura privata dell'area.
La Cassazione con l'ordinanza n. 25657/2026 ha stabilito che l'amministratore è legittimato ad agire per il risarcimento dei danni alle parti comuni anche se incidono di riflesso sulle proprietà esclusive, perché agisce a tutela dell'edificio unitario; senza mandato dei condomini non può invece far valere crediti distinti dei singoli.
Tribunale di Perugia: sentenza n. 1077 del 01/09/2025.
Venerdi 2 Ottobre 2026
A cura della Redazione.
Mediazione obbligatoria: il Tribunale di Perugia ha stabilito che, nella comunione ordinaria, la mediazione è richiesta solo per la divisione del bene o lo scioglimento della comunione; non si applica quindi all'impugnazione della delibera con cui un comproprietario al 50% decide di locare il bene comune, non configurandosi un condominio.
Continuano le incertezze sull'applicazione dell'art. 1138 ultimo comma c. c. Si tratta di un recentissimo provvedimento d’urgenza del Tribunale di Salerno dell’11 settembre 2026, intervenuto in una controversia tra vicini.
Alcuni condomini lamentavano rumori intollerabili, cattivi odori e precarie condizioni igieniche. Nel corso del giudizio è stato accertato che nell’appartamento ...
Per la Cassazione, l'adempimento parziale del debito nel corso dell'opposizione a decreto ingiuntivo, pur comportando la revoca parziale, non esclude la soccombenza integrale del debitore ai fini delle spese di lite, da regolare secondo l'esito complessivo della causa; il condomino moroso non può inoltre eccepire l'inadempimento dell'appaltatore dei lavori condominiali.
Per il Tribunale di Roma, il verbale dell'assemblea condominiale ha natura meramente ricognitiva e non costitutiva della delibera: può quindi essere trascritto e completato in un momento successivo alla riunione, senza che ciò comporti l'invalidità della decisione assunta, purché il testo definitivo resti fedele a quanto realmente deliberato in sede assembleare.
Corte d'Appello di Torino: sentenza del 03/06/2026.
Giovedi 17 Settembre 2026
A cura della Redazione.
In tema di condominio, la Corte d'Appello di Torino afferma che la violazione del termine di preavviso fissato dal regolamento condominiale per la convocazione, se più ampio di quello legale, rende annullabile la delibera; la partecipazione del condomino dissenziente non ritualmente convocato non sana il vizio, salvo inequivoca accettazione della delibera.
Tribunale di Pordenone: sentenza n. 219/2022 del 04/08/2026.
Mercoledi 9 Settembre 2026
Di Anna Andreani.
Il Tribunale di Pordenone afferma che la clausola del regolamento condominiale contrattuale che vieta in modo assoluto la sopraelevazione integra una servitù "altius non tollendi", opponibile all'acquirente anche senza trascrizione se richiamata nell'atto di compravendita e da questi conosciuta e accettata; qualifica come sopraelevazione, ai sensi dell'art. 1127 c. c. , qualsiasi intervento che crei nuovi ...
Quando c'è la servitù e come tutelarsi dai disagi dello spurgo
Martedi 8 Settembre 2026
Di Giovanna Francesca Quattrocchi.
Nella quotidiana gestione delle vicende legali legate al condominio, una delle fattispecie più ricorrenti e foriere di contenzioso riguarda la coesistenza, all'interno di proprietà esclusive, di manufatti o impianti destinati al servizio della compagine comune.
Il caso classico è rappresentato dal locale interrato, solitamente adibito ad autorimessa o box privato, che risulti attraversato ...
Tribunale di Prato: sentenza n. 586 del 04/08/2026.
Venerdi 4 Settembre 2026
Di Anna Andreani.
Impugnazione di una delibera condominiale sul riposizionamento di piante ornamentali nell'androne. Il Tribunale di Prato ha stabilito che il godimento paritario delle parti comuni, ex art. 1102 c. c. , impone il mantenimento di uno spazio di transito adeguato e sicuro per tutti i condomini, annullando la delibera che riduceva il passaggio utile al di sotto della soglia di un metro.
Tribunale di Avellino: sentenza n. 1463 del 23/07/2026.
Mercoledi 2 Settembre 2026
Di Anna Andreani.
Il Tribunale di Avellino chiarisce che la lite tra condominio e appaltatore non rientra nella "materia di condominio" soggetta a mediazione obbligatoria, riguardando il contratto d'appalto e non le norme condominiali; dichiara inoltre inefficace la clausola di foro esclusivo per mancata prova di trattativa individuale con il condominio-consumatore.
La pronuncia si segnala perché chiarisce i limiti ...
Corte d'Appello di Genova: sentenza n. 456 del 30/04/2026.
Martedi 18 Agosto 2026
A cura della Redazione.
Per la Corte d'Appello di Genova la delibera assembleare che istituisce un fondo cassa per fronteggiare la morosità di alcuni condomini è legittima solo se sorretta da un'urgenza effettiva e attuale, comprovata a verbale, e se prevede la restituzione delle somme anticipate dai condomini in regola con i pagamenti; in assenza di tali presupposti la delibera è nulla, indipendentemente dal fatto ...
La Cassazione con l'ordinanza n. 22813/2026 ribadisce che l'appoggio di una canna fumaria al muro perimetrale comune rientra nell'uso della cosa comune ex art. 1102 c. c. , ma resta subordinato al rispetto del pari uso, della stabilità e sicurezza dell'edificio e del decoro architettonico, da valutare in concreto sul progetto proposto.
La pronuncia rafforza un indirizzo già consolidato in tema ...
La Cassazione, nell'ordinanza n. 16944/2026 chiarisce che il condomino può installare un'inferriata a protezione della propria porta d'ingresso anche se, aprendosi, occupa temporaneamente il pianerottolo comune: l'uso esclusivo del bene ex art. 1102 c. c. è legittimo, purché non ne alteri la destinazione e resti garantita agli altri condomini l'ordinaria accessibilità.
Non diamo tutto per scontato e non affermiamo verità per sentito dire. Le sentenze non vanno sbandierate ma lette. Con attenzione.
Da quando è stata approvata la riforma del condominio, nessuno può più vietare di tenere un cane in casa. È una delle affermazioni che sento ripetere più spesso. Una di quelle convinzioni che, a forza di essere ripetute, finiscono per ...
In tema di eliminazione delle barriere architettoniche, la Cassazione ha stabilito che le relative opere sono legittime anche quando confliggono con il regolamento condominiale, pure di natura contrattuale, il quale recede di fronte all'interesse, di rilievo pubblicistico, all'accessibilità degli edifici.
La pronuncia rafforza un indirizzo già consolidato in tema di eliminazione delle barriere ...
Con l'ordinanza n. 23374 del 16 luglio 2026 la Cassazione ha stabilito che, quando l'impugnazione di una delibera assembleare condominiale si fonda su un vizio meramente formale privo di incidenza diretta sul patrimonio dell'attore, il valore della causa resta indeterminabile, anche se la delibera riguarda la revoca dell'amministratore, senza ancorarsi al compenso annuo di questo.
La Cassazione con l'ordinanza n. 22857/2026 ha stabilito che la recinzione di un portico comune non costituisce innovazione vietata se non altera in modo sostanziale la consistenza o la destinazione del bene e non impedisce al singolo condomino l’uso precedente. La chiusura limitata alle ore notturne e festive può quindi integrare una semplice modifica della cosa comune.
Per la Cassazione, l'amministratore di condominio, pur legittimato ad agire senza previa autorizzazione assembleare per la tutela delle parti comuni contro le sopraelevazioni abusive, resta sempre vincolato alla volontà dell'assemblea: quest'ultima, titolare di una competenza generalizzata, può in ogni momento revocargli l'incarico o decidere di non promuovere o proseguire la causa.