La Corte di Cassazione, nell'ordinanza n. 22156/2026, ribadisce che, se la controparte non si è costituita nel giudizio tributario di primo grado, la notifica della sentenza eseguita direttamente alla parte, anziché al difensore, è comunque valida e fa decorrere il termine breve di sessanta giorni per proporre appello, sempre che la comunicazione telematica sia inequivoca quanto al suo ...
Le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 22199/2026 hanno stabilito che, nel procedimento disciplinare forense, il termine breve per impugnare la sentenza del Consiglio Nazionale Forense decorre soltanto dalla notificazione via PEC eseguita nei confronti dell'avvocato incolpato personalmente. Non è sufficiente, a tal fine, la notifica trasmessa unicamente all'indirizzo PEC del difensore presso ...
La digitalizzazione del processo civile ha attribuito al domicilio digitale una funzione sempre più rilevante nel sistema delle notificazioni. La disponibilità di un indirizzo PEC risultante dai pubblici registri e, per i cittadini, la possibilità di eleggere un domicilio digitale mediante l'INAD, hanno indotto parte della dottrina a ritenere che la notificazione analogica debba considerarsi ...
L'appello penale depositato tramite PEC anziché tramite il portale telematico è inammissibile, anche se pervenuto nei termini al giudice competente. La Cassazione esclude qualsiasi interpretazione adeguatrice: il chiaro dettato normativo impone il deposito esclusivamente telematico e la sanzione di inammissibilità non è derogabile invocando il raggiungimento dello scopo o il favor ...
La Corte di Cassazione nell'ordinanza n. 4703 del 2 marzo 2026 ha ribadito che la notifica effettuata a mezzo PEC da una P. A. , utilizzando un indirizzo di posta elettronica istituzionale, rinvenibile sul proprio sito "internet", ma non risultante nei pubblici elenchi, non è nulla, ove la stessa abbia consentito, comunque, al destinatario di svolgere compiutamente le proprie difese.
Con l'ordinanza n. 4451, pubblicata il 27 febbraio 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulle conseguenze derivanti dalla notifica dell'atto a mezzo di posta elettronica certificata (PEC), il cui contenuto sia stato alterato da un virus informatico e alle implicazioni sulla sua tempestività.
IL CASO.
La vicenda trae origine da un giudizio promosso da un appaltatore di lavori di ...
Con l'ordinanza n. 33514/2025, pubblicata il 22 dicembre 2025, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata sulla validità della pec professionale quale domicilio digitale anche per gli atti estranei all’attività principale del destinatario, ribadendo il principio del c. d. “domicilio digitale unico”.
IL CASO: La vicenda esaminata tra origine da due avvisi di ...
Con l'ordinanza n. 30034/2025, pubblicata il 13 novembre 2025, la Corte di Cassazione si è nuovamente occupata della questione relativa alla validità, ai fini della decorrenza del termine breve per l'impugnazione, della notificazione della sentenza eseguita all'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del difensore che, nell'atto di costituzione, ne ha limitato l'utilizzo alle sole ...
Il difensore può attestare la conformità di atti di parte o di provvedimenti giudiziari estratti dai fascicoli telematici o detenuti in originale; non può invece attestare la conformità di verbali di causa redatti su supporto analogico, potere riservato esclusivamente al cancelliere quale pubblico ufficiale che ha formato e detiene tali documenti.
Con ordinanza n°27766 del 17. 10. 2025, la Cassazione ...
Con l’ordinanza n. 26725/2025, pubblicata il 4 ottobre 2025, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata sulle conseguenze derivanti dalla costituzione dell'appellante mediante il deposito di copia cartacea dell’atto di appello notificato a mezzo pec e non mediante il deposito telematico dell’originale.
IL CASO: La vicenda esaminata trae origine da una sentenza con la quale il ...
Ai fini della notifica di un atto di appello, la domiciliazione digitale ai fini Pec deve ritenersi prevalente, ma non esclusiva, su altre forme di domiciliazione, le quali restano tuttavia consentite (art. 1 legge 53/94) per le notifiche ad istanza di parte.
In tal senso ha deciso la Corte di Cassazione nella sentenza n. 24613/2025.
Il caso: La soc. Delta impugnava l’accertamento avente ad ...
L’art. 152 cod. proc. pen. , come riformato dal d. lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, consente al difensore dell’imputato, e in generale alle parti private, di utilizzare la pec nelle comunicazioni o nelle notificazioni, salvo che la legge disponga altrimenti.
Tale principio è stato ribadito dalla Terza Sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza n. 26269/2025.
L’art. 66, terzo comma, disp. att. c. c. , nel dettare forme determinate per la convocazione di tutti i condomini all’assemblea (posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o consegna a mano), prevede una disciplina inderogabile a tutela della collegialità e degli interessi del condominio.
Tale principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 16399 ...
Con l’ordinanza n. 14081/2025, pubblicata il 27 maggio 2025, la Corte di Cassazione si è nuovamente occupata della questione relativa alla validità o meno della cartella di pagamento notificata in formato pdf e non in formato . p7m.
IL CASO: Una società proponeva ricorso avverso una cartella esattoriale emessa a seguito di un controllo automatizzato effettuato dall’Agenzia ...
Ai fini processuali, l’unico indirizzo di posta elettronica certificata rilevante è quello indicato dal difensore, una volte per tutte, al Consiglio dell’Ordine di appartenenza. Lo ha precisato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12684/2025, pubblicata il 13 maggio 2025.
IL CASO: La vicenda processuale nasce da un giudizio avente ad oggetto la richiesta da parte degli attori di ...
Con l'ordinanza n. 12997/2025 del 15 maggio 2025, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata sulla questione relativa alla validità o meno della notifica della cartella di pagamento eseguita a mezzo pec.
IL CASO: Una società a responsabilità limitata in liquidazione, destinataria di una intimazione di pagamento relativa a sette cartelle esattoriali insolute, proponeva ...
Con l'ordinanza n. 10503/2025, pubblicata il 22 aprile scorso, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulle conseguenze derivanti dalla notifica di un’ordinanza di ingiunzione da parte della Pubblica Amministrazione eseguita a mezzo pec, priva della relata di notifica, dell’attestazione di conformità o della firma digitale.
IL CASO: La vicenda esaminata nasce dalla notifica di ...
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 7631/2025 ribadisce quali sono i presupposti per l'accoglimento dell'istanza di rimessione in termini ex art. 153 comma 2 cpc.
Il caso: Instauratosi un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto da un istituto bancario nei confronti di Tizio a cui è stato ingiunto di pagare euro 307. 928,07 in forza della escussione della fideiussione omnibus che ...
Con l’ordinanza n. 7041/2025, pubblicata il 17 marzo 2025, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulle conseguenze derivanti dalla notifica del ricorso per cassazione eseguita a mezzo pec nel caso in cui il ricorrente non deposita le ricevute di accettazione e di consegna.
IL CASO: La vicenda approdata all’esame dei giudici di legittimità nasce dal ricorso promosso da ...
La Corte di Cassazione, nell'ordinanza n. 4725/2025, affronta la questione della tempestività dell'atto di appello allorchè, ai fini della dimostrazione del rispetto del termine breve di impugnazione di una sentenza notificata a mezzo di posta elettronica certificata, l'appellante abbia effettuato il deposito telematico della ricevuta analogica della relata di notifica in formato. pdf. in luogo dei ...