L’età per stare sui social network: il caso TikTok

Avv. Serena Conte.
L’età per stare sui social network: il caso TikTok

Il 9 febbraio si è celebrato il Safe Internet Day, la giornata mondiale sull’utilizzo corretto della rete, sensibilmente intensificatosi nel corso dell’ultimo anno, complice la pandemia da COVID-19.

Venerdi 19 Febbraio 2021

Educare ad un uso consapevole di Internet, allo sviluppo del pensiero critico e delle capacità analitiche deve diventare parte integrante delle nostre priorità. Internet, e i social network in particolare, consentono l’instaurazione di relazioni e lo scambio quotidiano di informazioni, con le insidie che, inevitabilmente, una simile esposizione comporta.

Nelle ultime settimane, a seguito della morte di Antonella, una bambina di 10 anni di Palermo, l’attenzione del pubblico italiano si è concentrata sulle challenge (in italiano, sfide) di TikToK. Una in particolare: la cosiddetta blackout challenge.

La sfida in questione consiste nello stringersi qualcosa intorno al collo (come ad esempio una cintura), a strozzarsi fino quasi a perdere il fiato per vivere un’esperienza “pre-morte”.

La morte di Antonella è stata ricondotta a questa challenge e ha sollevato un interrogativo che era rimasto troppo a lungo sullo sfondo: 

c’è un’età giusta per iscriversi ad un social network?”

Diverse e molteplici sono state le preoccupazioni sollevate in merito alla tutela dei minori sui social network e, in particolare su TikTok – il fenomeno social del momento tra gli adolescenti – sia sul versante della protezione dei dati sia per l’assenza di un sistema effettivo di verifica dell’età, ma anche con riferimento ad ulteriori fenomeni che, veicolati dall’applicazione stessa, possono attentare alla sicurezza del minore come pedopornografia e cyberbullismo.

La facilità di creare video con effetti di qualità e il numero elevato di utenti fanno sì che chiunque possa raggiungere milioni di seguaci e soprattutto visualizzazioni. Su TikTok, infatti, è sufficiente postare un video per essere visualizzati dal pubblico e per diventare potenzialmente virali, senza che sia necessario essere “seguiti” da un elevato numero di utenti (come accade invece, ad esempio, su Facebook e Instagram).

La piattaforma si è diffusa velocemente tra gli under 25, in particolare nella fascia di età adolescenziale, ma anche – purtroppo - tra i minori di 13 anni, inevitabilmente maggiormente esposti alle minacce di malintenzionati. Infatti, anche se le condizioni generali da approvarsi in fase di iscrizione stabiliscono che il limite di età per accedere a TikTok è di 13 anni, questa regola è facilmente aggirabile data l’assenza di sistemi di verifica.

Questo, almeno, come spiegherò tra poco, fino a qualche giorno fa.

L’applicazione TikTok solleva perplessità e preoccupazioni rispetto alla protezione dei suoi utenti soprattutto minori, sia per quello che riguarda l’assenza di un sistema effettivo di verifica dell’età, sia per l’utilizzo dei dati, fino alla considerazione di episodi di cyberbullismo che vengono ad essere veicolati attraverso il social.

L’accordo con il Garante Privacy

Come anticipato, a seguito della vicenda di cronaca menzionata all’inizio di questo articolo, il nostro Garante Privacy ha deciso di intervenire. Dal 9 febbraio, infatti, TikTok ha bloccato l’accesso a tutti gli utenti italiani che si sono ritrovati a dover indicare nuovamente la loro data di nascita per continuare a poter usare l'app. Se viene identificato un utente minore di 13 anni, il suo account viene rimosso. 

Questa decisione deriva quindi da un accordo con il nostro Garante come misura per limitare l'accesso al social network a minori di 13 anni (ovvero l'età minima stabilita da TikTok stesso, ma finora non sempre rispettata dagli utenti). 

Il Garante aveva inizialmente chiesto a TikTok di bloccare in via d’urgenza il trattamento dei dati degli utenti per il fondato sospetto che sull'app ci fossero giovanissimi anche impegnati in attività autolesionistiche e pericolose.

A tale richiesta, è seguita una fase interlocutoria tra il Garante e TikTok, sulle soluzioni da attuare, culminata nell’accordo sulla verifica dell’età degli utenti.

Purtroppo non è detto che le nuove misure garantiscano una maggiore sicurezza nell’utilizzo della piattaforma. Tuttavia, si tratta di un primo piccolo passo – necessario – nella direzione di metodi più affidabili e, possibilmente, concreti per impedire l’accesso ai minori di anni 13.

In questo senso TikTok si è impegnato ad adottare nel breve termine ulteriori misure al fine di bloccare l'accesso agli utenti minori di 13 anni. Per esempio:

  1. valuterà l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell'età e 

  2. lancerà una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli. 

Pare quindi che siamo arrivati ad un punto di svolta perché, finora, l'impegno comunicativo del social, è stato indirizzato proprio alla conquista di utenti nelle fasce d'età più giovani. 

Il Garante Privacy si è, in ogni caso, riservato di verificare l'effettiva efficacia delle misure annunciate.

Il ruolo della famiglia e dell’educazione

I genitori sono chiamati a essere presenti nella vita “social” dei figli minori, a tutela della loro integrità psicofisica. 

Nel caso di TikTok, una soluzione può essere rappresentata dal Collegamento Familiare, una funzione che permette di associare l’account di un genitore con quello del figlio adolescente. Una volta attivato, il genitore può controllare dal proprio account le impostazioni di Controllo Applicazione dell’account associato, tra le quali:

  • gestione del tempo: permette di gestire il tempo che vostro figlio può trascorrere giornalmente su TikTok;

  • messaggi diretti: gli utenti TikTok possono utilizzare questa funzione solo a partire dai 16 anni (dai 13 ai 15 anni la funzione è infatti disattivata in maniera automatica). Tramite il Collegamento Familiare è possibile scegliere chi può inviare all’account collegato i messaggi diretti (Tutti, Amici), oppure si può disattivare del tutto la funzione;

  • modalità Limitata: impedisce la comparsa di contenuti non adatti a tutti;

  • visibilità: permette di decidere se rendere l’account di vostro figlio privato o pubblico;

  • video che ti piacciono: permette di decidere chi può vedere i video a vostro figlio ha messo like;

  • commenti: permette di controllare chi può commentare i video pubblicati dal profilo di vostro figlio (Tutti, Amici, Nessuno);

  • suggerisci il tuo account agli altri: consente di controllare se l'account di vostro figlio può essere consigliato agli utenti interessati ad account simili.

È importante che i genitori mantengano un controllo sull’utilizzo dei social da parte dei figli, per fare la loro parte nel proteggerli dalle nuove minacce che il web ha creato.



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