Coronavirus e “Resto al Sud”. Fondo perduto aggiuntivo di 10, 15 e 40 mila euro

Coronavirus e “Resto al Sud”. Fondo perduto aggiuntivo di 10, 15 e 40 mila euro

L’art. 235 della bozza del DL “Rilancio”, divulgata ieri 10 maggio, consente ai liberi professionisti, alle ditte individuali e alle società, ivi incluse le cooperative, che hanno completato il programma di spesa finanziato con la misura “Resto al Sud”, di avere un’ulteriore somma a fondo perduto.

Martedi 12 Maggio 2020

Ad oggi, la norma è in bozza, ma dovrebbe essere confermata perché il contributo aggiuntivo, a fondo perduto, non richiede nuovi o maggiori oneri. Saranno utilizzate le risorse già assegnate con le delibere Cipe.

L’ulteriore somma aggiuntiva viene corrisposta per sostenere il rilancio produttivo, dei beneficiari della suddetta misura, e la loro capacità di far fronte a crisi di liquidità correlate agli effetti socio-economici dell’emergenza Covid-19. L’aiuto supplementare è corrisposto anche per salvaguardare la continuità aziendale e i livelli occupazionali, delle attività già finanziate.

Ricordiamo, che il Decreto 5 agosto 2019 ha apportato modifiche al regolamento del 9 novembre 2017, n. 174 e, dall’8 dicembre 2019, estende l’incentivo “Resto al Sud” anche alle attività libero-professionali, esercitate sia in forma individuale che come società di professionisti.

L’ulteriore fondo perduto, concesso per il fabbisogno di circolante e per fronteggiare gli effetti dell’emergenza sanitaria, è pari:

♦ a 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;

♦ a 10.000 euro per ciascun socio, dell’impresa beneficiaria delle agevolazioni, di cui al decreto legge 20 giugno 2017, n. 91, fino ad un importo massimo di 40.000 euro.

Per accedere al nuovo fondo perduto i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, ivi incluse le cooperative, beneficiari delle agevolazioni “Resto al Sud” devono:

a) aver completato il programma di spesa finanziato dalla suddetta misura agevolativa, essendo pertanto nella condizione di poter fruire delle relative erogazioni;

b) essere in possesso dei requisiti attestanti il corretto utilizzo delle agevolazioni, e non trovarsi nei casi di revoca totale o parziale degli aiuti concessi;

c) essere in regola con la restituzione delle rate del finanziamento bancario ricevuto.

Di seguito diamo un breve memo della misura agevolativa e ricordiamo che:

♦ le domande a Invitalia per la misura “Resto al Sud” possono essere presentate dai residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e anche nelle Regioni del Lazio, Marche e Umbria.

♦ il comma 320 della Legge di Bilancio 2020 ha allungato il limite di età per l’accesso al “Resto al Sud”. Fino allo scorso anno era previsto che per accedere alle agevolazioni bisognava avere un’età compresa tra 18 anni già compiuti e 46 anni non ancora compiuti.

La norma contenuta nel comma 320 ha previsto un periodo transitorio e consente a coloro che hanno compiuto i 46 anni dopo il 1° gennaio 2019, di presentare regolare domanda fino al 31 dicembre 2020.

Per quanto innanzi anche coloro che compiono 47 in quest’anno possono accedere ai benefici di “Resto al Sud”. Bisogna fare riferimento alla data del 1° gennaio 2019 (46 anni non compiuti a tale data).

Precisiamo anche che l’art. 5 della Legge 12 dicembre 2019, n. 156 prevede, che non si applicano limiti di età per 24 comuni su 116 che presentano una percentuale di edifici dichiarati inagibili superiore al 50%. La casistica è precisata sul sito Invitalia

Possono presentare la domanda coloro che vogliono avviare iniziative imprenditoriali per:

♦ produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;

♦ fornitura di servizi alle imprese e alle persone;

♦ servizi nel settore turismo.

L’attività può essere intrapresa sotto forma di impresa individuale o società, comprese le cooperative e le società tra professionisti.

Le nuove iniziative imprenditoriali beneficiano di un finanziamento che copre il 100% delle spese ammissibili.

Il 35% viene erogato come contributo a fondo perduto dell’investimento complessivo e, il restante 65%, come finanziamento bancario dell’investimento, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da contributo in conto interessi, e, quindi il prestito è a taso zero.

Per approfondire “Resto al Sud” consultare il sito Invitalia.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

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