Pubblicato l'indice Istat di giugno 2026

A cura della Redazione.
Pubblicato l'indice Istat di giugno 2026

L'indice FOI di giugno resta inviariato a quota 102,8; inflazione in lieve calo.

Giovedi 16 Luglio 2026

L'indice Istat FOI del mese di giugno 2026 (dato definitivo) rimane invariato a quota 102,8.

Ricordiamo che l'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni annuali o periodiche previste dalla legge.

Da gennaio 2026, l'Istat ha introdotto la nuova base di calcolo per le variazioni dell'indice FOI e che pertanto i valori dell'indice sono partiti nuovamente dal valore 100. Per questo motivo gli indici attuali risultano più bassi in valore assoluto rispetto a quelli degli ultimi anni.

Per ottenere un indice omogeneo confrontabile nel tempo, bisogna utilizzare i coefficienti di raccordo pubblicati dall'Istat ogni volta che vi è un cambio della base di riferimento e, naturalmente, tutte le nostre applicazioni di calcolo applicano automaticamente il raccordo tra le basi per qualsiasi intervallo di tempo.

Secondo il comunicato Istat, a giugno 2026 l’inflazione scende al 3,0% dal +3,2% di maggio (il tasso di inflazione non va confuso con la variazione tendenziale dell'indice FOI che per questo mese risulta paria al 2,9%, anch'essa comunque in calo rispetto al 3% di maggio).

Il lieve rallentamento del tasso di inflazione deriva principalmente dall’attenuarsi delle tensioni sui prezzi dei beni alimentari non lavorati, dei servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. Per contro, un sostegno all’inflazione dipende dalla moderata accelerazione dei prezzi dei beni Energetici che risentono smpre delle tensioni nel Golfo Persico.

Scende anche la variazione tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa” (da +1,9% di maggio a +1,6% di giugno).

Dopo quest'ultimo aggiornamento, le percentuali da utilizzare per l'adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, considerato il coefficiente di raccordo, risultano le seguenti:

  • 2,175% per le rivalutazioni al 75%
  • 2,9% per le rivalutazioni al 100%.

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 102,8
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,0
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +2,9
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+4,4

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

L'indice FOI di luglio sarà pubblicato dall'ISTAT il

12 agosto 2026.


Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che ne fanno uso.

Ricordiamo ancora una volta che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l'adeguamento del canone di locazione, non si deve calcolare la semplice differenza algebrica degli indici ma bisogna determinare la variazione percentuale dell'indice FOI di quest'anno rispetto al valore dell'indice FOI dello scorso anno, riferiti ovviamente allo stesso mese.

Se, come detto, gli indici sono espressi in basi diverse, bisogna tener conto anche dei coefficienti di raccordo tra le basi, operazioni queste che le nostre applicazioni eseguono automaticamente eliminando ogni possibilità di errore.

Per approfondire il metodo di calcolo della variazione precentuale consulta questa pagina.

Di seguito le nostre applicazioni che fanno uso dell'indice Istat FOI:

Nota sull'aggiornamento dell'Indice FOI

L'Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un'indicazione sull'andamento dell'indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).

E' bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all'indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell'Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.

L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell'Istat, generalmente dopo le 10.

Titoli di Stato

Risultano pressoché stabili i rendimenti dei BOT (2,6%) mentre il RENDISTATO segna un lieve calo dal (3,43% al 3,37%).

Si segnala inoltre che a partire da aprile 2026, per la prima volta da ottobre 2023, i rendimenti lordi dei BOT sono ritornati al di sotto del tasso di inflazione, rendendoli quindi insufficienti a coprire, almeno in parte, la perdita di potere di acquisto dei risparmi.

Ricordiamo che il rendistato è il rendimento medio lordo mensile dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa Italiana e si utilizza generalmente per il calcolo del maggior danno.

Comunicato ISTAT

Nel mese di giugno 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3,0% (da +3,2% di maggio), confermando la stima preliminare.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%).

Nel mese di giugno l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).

Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali.

Decelerano anche i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,9% a +1,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,9%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall’altro, dell’aumento di quelli dei Servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,7% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione nulla su base mensile e una variazione pari al +3,0% su base annua (da +3,2% del mese precedente); la stima preliminare era +3,1%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale di +2,9%.

Nel secondo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’IPCA, evidenziano un aumento più marcato per le famiglie con bassi livelli di spesa (+3,7%) e più contenuto per quelle con livelli di spesa elevati (+2,6%)


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