L'indice Istat FOI del mese di aprile 2026 (dato definitivo) registra un sensibile rialzo raggiungendo quota 102,5 con un aumento dell'1% rispetto al mese precedente.
L'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni annuali o periodiche previste dalla legge.
Ricordiamo ancora una volta che, da gennaio 2026, i valori dell'indice FOI sono espressi nella nuova base e che pertanto, a partire dal 2026, i valori numerici dell'indice ricominciano da 100. Per questo motivo gli indici attuali risultano più bassi in valore assoluto rispetto a quelli dell'anno scorso e pertanto, per ottenere un indice omogeneo confrontabile nel tempo, bisogna utilizzare i coefficienti di raccordo pubblicati dall'Istat ad ogni "cambio base".
Tutte le applicazioni di calcolo disponibili su questo sito applicano automaticamente il raccordo tra le basi.
Come si legge nel comunicato Istat, l'inflazione ad aprile sale a +2,7%, essenzialmente per le tensioni che si registrano sui prezzi dei beni energetici (da -2,1% a +9,2%) e degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%) che fanno salire la crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” al +2,3%.
Le percentuali da utilizzare per l'adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e non come semplice differenza algebrica degli indici, risultano le seguenti:
Tabella riepilogativa (*):
| Indice generale FOI | 102,5 |
| Variazione percentuale rispetto al mese precedente | +1,0 |
| Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente | +2,6 |
| Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti |
+4,3 |
(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.
L'indice FOI di Aprile sarà pubblicato dall'ISTAT il
16 giugno 2026.
In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che ne fanno uso.
Ricordiamo ancora una volta che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l'adeguamento del canone di locazione, non si deve calcolare la semplice differenza degli indici ma bisogna determinare la variazione percentuale dell'indice FOI di quest'anno rispetto al valore dell'indice FOI dello scorso anno, riferiti ovviamente allo stesso mese.
Inoltre, se gli indici sono espressi in basi diverse, bisogna tener conto dei coefficienti di raccordo tra le basi, operazioni queste che le nostre applicazioni eseguono automaticamente eliminando ogni possibilità di errore.
Per approfondire il metodo di calcolo della variazione precentuale consulta questa pagina.
Ecco tutte le nostre applicazioni che fanno uso dell'indice Istat FOI:
L'Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un'indicazione sull'andamento dell'indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).
E' bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all'indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell'Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.
L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell'Istat, generalmente dopo le 10.
Sul fronte dei titoli a breve-medio termine si segnala un leggero aumento per i rendimenti dei BOT a 12 mesi, che passano dal 2,4% al 2,6% e del rendistato che sale dal 3,34% al 3,43%, confermando la tendenza al rialzo in atto da qualche mese, probabilmente sostenuta anche dalla attese per un probabile aumento dei tassi da parte della BCE.
Per calcolare i rendimenti dei BOT in base al prezzo di acquisto e alla durata è disponibile questa applicazione.
Ricordiamo infine che il rendistato è il rendimento medio lordo mensile dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa Italiana e si utilizza generalmente per il calcolo del maggior danno.
Nel mese di aprile 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua (da +1,7% di marzo); la stima preliminare era +2,8%.
La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,6%).
Nel mese di aprile l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).
I prezzi dei beni registrano una marcata accelerazione su base annua (da +0,8% a +3,1%), mentre quelli dei servizi rallentano (da +2,8% a +2,4%). Di conseguenza, il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diventa negativo, portandosi a -0,7 punti percentuali (dai +2,0 p.p. del mese precedente).
Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale (da +2,2% a +2,3%), come anche quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,2%).
La variazione congiunturale dell’indice generale risente prevalentemente dell’aumento dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+5,4%), degli Alimentari non lavorati (+2,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-0,3%).
Il tasso di inflazione acquisito ad aprile è pari a +2,3% per l’indice generale e a +1,3% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia una variazione pari a +1,6% su base mensile, per effetto della fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +2,8% su base annua (da +1,6% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +1,0% e una tendenziale di +2,6%.