Pubblicato l'indice Istat di marzo 2026

A cura della Redazione.
Pubblicato l'indice Istat di marzo 2026

Indice FOI in rialzo di oltre mezzo punto percentuale e inflazione in forte crescita per l'aumento dei beni energetici e degli alimentari non lavorati.

Mercoledi 15 Aprile 2026

L'indice Istat FOI di marzo 2026 (dato definitivo) cresce dello 0,6% rispetto al mese precedente attestandosi a quota 101,5.

Ricordiamo che l'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni annuali o periodiche previste dalla legge.

Si segnala inoltre che, da gennaio 2026, i valori dell'indice FOI sono espressi nella nuova base e che pertanto i valori numerici da quest'anno ricominciano da 100. Per il raccordo con la base precedente si utilizza il coefficiente di raccordo pubblicato dall'Istat ad ogni "cambio base" che deve essere utilizzato per confrontare indici espressi in basi diverse, come, ad esempio, per calcolare la variazione percentuale dell'indice di marzo 2026, espresso nella nuova "base 2025", rispetto all'indice di marzo 2025, espresso nella precedente "base 2015".

Tutte le applicazioni di calcolo disponibili su questo sito applicano automaticamente il raccordo tra le basi.

Come si legge nel comunicato Istat, a marzo 2026 l’inflazione in crescita è dovuta soprattutto alla risalita dei prezzi degli energetici (-2,1% da -6,6% di febbraio) e, ancora una volta, alla accelerazione di quelli degli alimentari non lavorati (+4,7% da +3,7%).

Le percentuali da utilizzare per l'adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e non come semplice differenza algebrica degli indici, risultano le seguenti:

  • 1,125% per le rivalutazioni al 75%
  • 1,5% per le rivalutazioni al 100%.

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 101,5
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,6
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +1,5
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+3,2

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

L'indice FOI di Aprile sarà pubblicato dall'ISTAT il

15 maggio 2026.


Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che ne fanno uso.

Ricordiamo ancora una volta che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l'adeguamento del canone di locazione, non si deve calcolare la semplice differenza degli indici ma bisogna determinare la variazione percentuale dell'indice FOI di quest'anno rispetto al valore dell'indice FOI dello scorso anno, riferiti ovviamente allo stesso mese.

Inoltre, se gli indici sono espressi in basi diverse, bisogna tener conto dei coefficienti di raccordo tra le basi, operazioni queste che le nostre applicazioni eseguono automaticamente eliminando ogni possibilità di errore.

Per approfondire il metodo di calcolo della variazione precentuale consulta questa pagina.

Ecco tutte le nostre applicazioni che fanno uso dell'indice Istat FOI:

Nota sull'aggiornamento dell'Indice FOI

L'Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un'indicazione sull'andamento dell'indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).

E' bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all'indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell'Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.

L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell'Istat, generalmente dopo le 10.

Titoli di Stato

In deciso aumento i rendimenti dei BOT che passano dal 2,07% al 2,42% così come il rendistato che si attesa stabilmente sopra la soglia del 3% a quota 3,34%.

Il brusco rialzo dei rendimenti è senz'altro da collegarsi alla situazione in Medio Oriente, con i mercati che ormai scommettono su imminente rialzo dei tassi europei nel tentativo di contrastare l'inflazione che, perdurando le tensioni sui prezzi dei beni energetici, è destinata inevitabilmente a crescere in breve tempo.

Per calcolare i rendimenti dei BOT in base al prezzo di acquisto e alla durata è disponibile questa applicazione.

Ricordiamo infine che il rendistato è il rendimento medio lordo mensile dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa Italiana e si utilizza generalmente per il calcolo del maggior danno.

Comunicato ISTAT

Nel mese di marzo 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% di febbraio), confermando la stima preliminare.

L’aumento dell’inflazione risente principalmente della risalita dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da -11,6% a -1,6%) e non (da -6,2% a -2,0%), e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,7%); in netto rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +2,2%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).

A marzo 2026, i prezzi dei beni invertono la tendenza su base annua tornando su valori positivi (da -0,1% a +0,8%), mentre i prezzi dei servizi attenuano il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diminuisce, passando da +3,7 a +2,0 punti percentuali.

Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,0% a +2,2%) e, ancor più marcatamente, quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,9% a +3,1%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,5%) e non (+5,0%), degli Alimentari non lavorati (+0,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +1,5% per l’indice generale e a +1,0% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,7% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +1,6% su base annua (da +1,5% del mese precedente), la stima preliminare era +1,5%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +1,5%.

Nel primo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’IPCA, evidenziano aumenti più contenuti per le famiglie con bassi livelli di spesa e più alti per quelle con livelli di spesa elevati (+1,0% e +1,6% rispettivamente).

Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale al +2,2% (da +2,0%), mentre si attenua quello dell’inflazione di fondo (+1,9%, da +2,4%).


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