Il nuovo indice Istat FOI di gennaio 2026 (dato definitivo) è pari a 100,4 con una variazione dello 0,3% rispetto al mese precedente.
Il valore dell'indice è espresso nella nuova base 2025 che per i calcoli richiede l'utilizzo del nuovo coefficiente di raccordo calcolato rispetto alla precedente "base 2015" utilizzata fino allo scorso anno.
Tale coefficiente è pubblicato dall'Istat ad ogni "cambio base" e va utilizzato per confrontare indici espressi in basi diverse, come, ad esempio, se si vuole calcolare la variazione percentuale dell'indice di gennaio 2026 (espresso nella "base 2025") rispetto all'indice di gennaio 2025 (espresso nella "base 2015").
Ricordiamo inoltre che l'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato ad esempio per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni previste dalla legge.
Per la crescita dell'indice sono risultati determinati in modo particolare i prezzi degli alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), dei servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei tabacchi (+3,3%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%).
Le percentuali da utilizzare per l'adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e non come semplice differenza algebrica degli indici, risultano le seguenti:
Tabella riepilogativa (*):
| Indice generale FOI | 100,4 |
| Variazione percentuale rispetto al mese precedente | +0,3 |
| Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente | +0,8 |
| Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti |
+2,2 |
(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.
L'indice FOI di febbraio sarà pubblicato dall'ISTAT il
17 marzo 2026.
In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che ne fanno uso.
Ricordiamo ancora una volta che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l'adeguamento del canone di locazione, è sbagliato calcolare la semplice differenza degli indici ma bisogna calcolare la variazione percentuale dell'indice di quest'anno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Inoltre, se gli indici sono espressi in basi diverse, bisogna tener conto dei coefficienti di raccordo tra le basi, operazioni queste che le nostre applicazioni eseguono automaticamente eliminando ogni possibilità di errore.
Per approfondire il metodo di calcolo della variazione precentuale consulta questa pagina.
Ecco tutte le nostre applicazioni che fanno uso dell'indice Istat FOI:
L'Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un'indicazione sull'andamento dell'indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).
E' bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all'indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell'Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.
L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell'Istat, generalmente dopo le 10.
Per quanto riguarda i titoli a breve termine segnialiamo una sostanziale tenuta dei rendimenti lordi dei BOT che fanno registrare un tasso medio del 2,08% così come accade per il rendistato che si attesta al 3,03% con una flessione tutto sommato modesta rispetto a dicembre.
Per calcolare i rendimenti dei BOT in base al prezzo di acquisto e alla durata è disponibile questa applicazione.
Ricordiamo infine che il rendistato è il rendimento medio lordo mensile dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa Italiana e si utilizza generalmente per il calcolo del maggior danno.
Nel mese di gennaio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua (da +1,2% di dicembre), confermando la stima preliminare.
La crescita tendenziale dell’indice generale si deve prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), a quella dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei Tabacchi (+3,3%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%).
Nel mese di gennaio l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +1,7% e quella al netto dei soli beni energetici a +1,9%.
A gennaio 2026 i prezzi dei beni registrano una variazione su base tendenziale del -0,2%, mentre i prezzi dei servizi risultano in crescita del +2,5%. Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, è pari a +2,7 punti percentuali.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell’1,9% rispetto a gennaio 2025 così come quelli ad alta frequenza d’acquisto.
La variazione congiunturale dell’indice generale (+0,4%) risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+8,9%), dei Servizi relativi all’abitazione (+1,9%), degli Alimentari, non lavorati (+1,2%) e lavorati (+0,6%), degli Energetici non regolamentati (+1,1%), dei Beni durevoli (+0,8%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%). L’unico calo su base congiunturale si registra per i prezzi dei Servizi di trasporto (-3,8%).
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4% sia per l’indice generale (a dicembre era nulla) sia per la componente di fondo (+0,2% a dicembre).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, per effetto dell’avvio dei saldi invernali di abbigliamento e calzature (non considerati per l’indice NIC), e a +1,0% su base annua (da +1,2% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale del +0,8%.
Sulla crescita dei prezzi al consumo pesa principalmente l’andamento dei prezzi degli Alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), dei Servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei Tabacchi (+3,3%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). Il tasso di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +1,9%, mentre l’inflazione di fondo si attesta al +1,7%