Pubblicato l'indice Istat di giugno 2023

A cura della Redazione.
Pubblicato l'indice Istat di giugno 2023

Invariato l'indice Istat di giugno e l'inflazione mostra segni di rallentamento.

Lunedi 17 Luglio 2023

Nel mese di giugno 2023 l'indice Istat FOI rimane invariato rispetto a maggio a quota 118,6.

Ricordiamo che l'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati e si utilizza per la rivalutazione degli affitti, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, del danno biologico e in generale per tutte le rivalutazioni previste dalla normativa vigente. 

L'adeguamento annuale degli affitti è pari al 4,5% per le rivalutazioni al 75% ed al 6,0% per le rivalutazioni al 100%.

La decelerazione del tasso di inflazione è dovuta essenzialmente al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da +20,3% a +8,4%) e dalla flessione più marcata degli energetici regolamentati (da -28,5% a -29,0%)

Dopo la corsa al rialzo che ha caratterizzato tutto il 2023 si riduce, anche se in misura minore, l'incremento degli alimentari lavorati (da +13,2% a +11,5%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +5,6% a +4,7%) mentre sono in controtendenza i prezzi degli alimentari non lavorati (da +8,8% a +9,4%).

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI  118,6
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,0
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +6,0
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+14,3

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

La prossima pubblicazione dell'indice Istat è prevista per il

10 AGOSTO 2023

Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat, abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che lo utilizzano.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo delle variazioni annuali Istat si ricorda ancora una volta che l'adeguamento del canone di locazione, così come ogni altro aumento di lette basato sull'indice Istat FOI, non è la semplice differenza algebrica tra l'indice di quest'anno e quello dell'anno scorso, ma la variazione percentuale dei due indici che  comporta un calcolo diverso.

In altre parole non basta fare la differenza tra i due indici ma bisogna calcolare quanto è variato in percentuale l'indice di quest'anno rispetto a quello dello stesso mese dell'anno scorso.

Il calcolo richiede qualche passaggio in più ed è per questo che le nostre applicazioni lo eseguono automaticamente facendovi risparmiare tempo e con la garanzia di avere sempre il risultato corretto.

Riportiamo di seguito tutte le nostre applicazioni che utilizzano l'indice Istat FOI:

Nota sull'aggiornamento dell'Indice FOI

L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice FOI sul proprio sito; il comunicato stampa è pubblicato sul sito in mattinata, solitamente tra le 10 e le 10:30 e in alcuni casi tra le 11 e le 11:30.

In questa pagina e in quasi tutte le nostre applicazioni pubblichiamo sempre la data di aggiornamento del prossimo indice Istat in modo che all'occorrenza possiate prenderne nota.

Titoli di Stato

Ancora in leggero aumento i rendimenti dei BOT che salgono dal 3,50% del mese scorso al 3,66% di giugno.

Lieve flessione invece per il rendistato che fa registrare anche questo mese performance paragonabili a quelle dei BOT (da 3,9% a 3,82%)

Ricordiamo che il rendistato è il rendimento medio lordo dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa italiana ed è uno degli indicatori utilizzati come riferimento per il calcolo del maggior danno.

Se vuoi calcolare i rendimenti dei BOT in base al prezzo di acquisto puoi utilizzare questa applicazione.

Comunicato ISTAT

Nel mese di giugno 2023, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione nulla su base mensile e un aumento del 6,4% su base annua, da +7,6% nel mese precedente, confermando la stima preliminare.

La decelerazione del tasso di inflazione si deve ancora, in prima battuta, al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +20,3% a +8,4%) e, in misura minore, degli Alimentari lavorati (da +13,2% a +11,5%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +5,6% a +4,7%) e dalla flessione più marcata degli Energetici regolamentati (da -28,5% a -29,0%). Per contro, un sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva dai rialzi dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,8% a +9,4%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta ulteriormente (da +6,0% a +5,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +6,2% registrato a maggio a +5,8%).

Si attenua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +9,3% a +7,5%) e, in misura minore, quella dei servizi (da +4,6% a +4,5%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -3,0 punti percentuali, da -4,7 di maggio.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano in termini tendenziali (da +11,2% a +10,5%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +7,1% a +5,7%).

La stabilità sul piano congiunturale dell’indice generale risente delle dinamiche opposte di diverse componenti: da una parte, la crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,2%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%), per effetto anche di fattori legati alla stagionalità, e degli Alimentari non lavorati (+0,8%), dall’altra, la diminuzione dei prezzi degli Energetici sia non regolamentati (-4,5%) sia regolamentati (-0,6%).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,6% per l’indice generale e a +4,9% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e del 6,7% su base annua (in netta decelerazione da +8,0% di maggio); confermata dunque la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e un aumento del 6,0% su base annua.

Nel secondo trimestre 2023 l’impatto dell’inflazione, misurata dall’IPCA, è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa rispetto a quelle con livelli di spesa più elevati (+9,4% e +7,1% rispettivamente). Tuttavia, rispetto al trimestre precedente, il rallentamento dell’inflazione è più marcato per il primo dei due gruppi.

Il commento dell'Istat

A giugno l’inflazione mostra una netta decelerazione, in un quadro di stabilità dei prezzi sul piano congiunturale (l’ultima variazione nulla su base mensile si era registrata a maggio 2021).

Il rallentamento dell’inflazione continua a essere fortemente influenzato dalla dinamica dei prezzi dei Beni energetici, in particolare della componente non regolamentata, in apprezzabile calo rispetto a maggio. Nel settore alimentare, l’ulteriore frenata del ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei prodotti lavorati contribuisce alla decelerazione dell’inflazione di fondo (scesa a +5,6%). Prosegue, infine, la fase di rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa”, che a giugno è pari a +10,5%.


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