Pubblicato l'indice Istat di luglio 2023

A cura della Redazione.
Pubblicato l'indice Istat di luglio 2023

L'indice Istat di Luglio aumenta dello 0,1%. Inflazione in calo ma resta alto il 'carrello della spesa'.

Giovedi 10 Agosto 2023

Nel mese di luglio 2023 l'indice Istat FOI tocca quota 118,7 con un incremento dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 5,7% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.

Ricordiamo che l'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati ed è utilizzato per la rivalutazione degli affitti, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, del danno biologico e in generale per tutte le rivalutazioni previste dalla normativa vigente. 

L'adeguamento annuale degli affitti è pari al 4,275% per le rivalutazioni al 75% ed al 5,7% per le rivalutazioni al 100%.

Rallenta l'inflazione, con particolare riguardo ai prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +4,7% a +2,4%), dei beni energetici non regolamentati (da +8,4% a +7,0%) e degli alimentari lavorati (da +11,5% a +10,5%).

Resta sempre alto il cosiddetto 'carrello della spesa', ossia la media dei prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari di maggior consumo, che registra una leggera flessione rispetto al mese scorso ma rimane pur sempre sopra il 10% su base annua (+10,2%).

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI  118,7
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,1
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +5,7
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+13,9

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

La prossima pubblicazione dell'indice Istat è prevista per il

15 SETTEMBRE 2023

Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat, abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che lo utilizzano.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo delle variazioni annuali Istat si ricorda ancora una volta che l'adeguamento del canone di locazione, così come ogni altro aumento di lette basato sull'indice Istat FOI, non è la semplice differenza algebrica tra l'indice di quest'anno e quello dell'anno scorso, ma la variazione percentuale dei due indici che  comporta un calcolo diverso.

In altre parole non basta fare la differenza tra i due indici ma bisogna calcolare quanto è variato in percentuale l'indice di quest'anno rispetto a quello dello stesso mese dell'anno scorso.

Il calcolo richiede qualche passaggio in più ed è per questo che le nostre applicazioni lo eseguono automaticamente facendovi risparmiare tempo e con la garanzia di avere sempre il risultato corretto.

Riportiamo di seguito tutte le nostre applicazioni che utilizzano l'indice Istat FOI:

Nota sull'aggiornamento dell'Indice FOI

L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice FOI sul proprio sito; il comunicato stampa è pubblicato sul sito in mattinata, solitamente tra le 10 e le 10:30 e in alcuni casi tra le 11 e le 11:30.

In questa pagina e in quasi tutte le nostre applicazioni pubblichiamo sempre la data di aggiornamento del prossimo indice Istat in modo che all'occorrenza possiate prenderne nota.

Titoli di Stato (aggiornamento del 16/08)

Toccano il massimo i rendimenti lordi dei BOT annuali che sfiorano il 4% (3,94% a luglio contro il 3,66% di giugno).

Sale leggermente anche il rendistato che passa dal 3,82% di giugno al 3,93% di luglio. 

Ricordiamo che il rendistato è il rendimento medio lordo dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa italiana ed è uno degli indicatori utilizzati come riferimento per il calcolo del maggior danno.

Se vuoi calcolare i rendimenti dei BOT in base al prezzo di acquisto puoi utilizzare questa applicazione.

Comunicato ISTAT

A luglio 2023, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri ancora una variazione nulla su base mensile e un aumento del 5,9% su base annua, da +6,4% nel mese precedente (la stima preliminare era +6,0%).

La decelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, al rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +4,7% a +2,4%), dei Beni energetici non regolamentati (da +8,4% a +7,0%), degli Alimentari lavorati (da +11,5% a +10,5%) e, in misura minore, di quelli degli Altri beni (da +4,8% a +4,5%) e all’ampliamento della flessione su base annua degli Energetici regolamentati (da -29,0% a -30,3%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalle tensioni al rialzo dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +9,4% a +10,4%) e di quelli dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,6%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi rallenta ancora (da +5,6% a +5,2%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +5,8%, registrato a giugno, a 5,5%).

Si attenua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +7,5% a +7,0%) e quella relativa ai servizi (da +4,5% a +4,1%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -2,9 punti percentuali, da -3,0 di giugno.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano in termini tendenziali (da +10,5% a +10,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,7% a +5,5%).

La stabilità sul piano congiunturale dell’indice generale risente delle dinamiche opposte di diverse
componenti: da una parte, la crescita dei prezzi degli Alimentari lavorati (+0,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,4% entrambi, per effetto anche di fattori legati alla stagionalità), dei Beni non durevoli e dei Servizi vari (+0,3% entrambi); dall’altra, la diminuzione dei prezzi degli Energetici sia regolamentati (-1,8%) sia non regolamentati (-1,3%), degli Alimentari non lavorati (-0,8%) e dei Tabacchi (-0,6%).

L’inflazione acquisita per il 2023 rimane stabile a +5,6% per l’indice generale e si attesta a +5,1% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,6% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e aumenta del 6,3% su base annua (in decelerazione da +6,7% di giugno); la stima preliminare era +6,4%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e del 5,7% su base annua.

Il commento dell'Istat

Prosegue a luglio la fase di rallentamento dell’inflazione, scesa al di sotto della soglia del 6% (+5,9%), in un quadro di stabilità dei prezzi sul piano congiunturale. La dinamica dell’inflazione, ancora fortemente influenzata dall’evoluzione dei prezzi dei beni energetici, riflette anche il rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei prodotti alimentari lavorati (che tuttavia restano su ritmi di crescita relativamente sostenuti) e dei servizi. Rallenta, inoltre, l’inflazione di fondo, che a luglio si attesta al +5,2%. In attenuazione, per il quinto mese consecutivo, risulta infine la dinamica tendenziale del “carrello della spesa”, scesa a luglio al +10,2%.


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