Il Tribunale di Nocera Inferiore ha accolto l'opposizione a precetto proposta dal fideiussore, stabilendo che il decreto ingiuntivo emesso esclusivamente nei confronti della conduttrice non può costituire titolo esecutivo nei confronti del garante. La natura solidale dell'obbligazione fideiussoria non consente al creditore di agire in via esecutiva contro il coobbligato non menzionato nel titolo.
| Venerdi 26 Giugno 2026 |
La sentenza conferma un orientamento che incide direttamente sulla prassi esecutiva dei creditori muniti di decreto ingiuntivo emesso contro il solo debitore principale. Il principio applicato chiarisce che la solidarietà dell'obbligazione non vale da sola a estendere l'efficacia esecutiva del titolo al garante o al coobbligato rimasto estraneo al procedimento monitorio. Chi intende agire esecutivamente anche nei confronti del fideiussore deve procurarsi un titolo che lo menzioni espressamente, convenendolo nel giudizio di cognizione e ottenendone la condanna autonoma. L'eccezione di difetto del titolo esecutivo è dunque spendibile con piena efficacia in sede di opposizione a precetto.
Tizio ha proposto opposizione avverso un precetto notificatogli da Caio in forza di un decreto ingiuntivo ottenuto per il mancato pagamento di canoni di locazione. Il titolo monitorio era stato emesso esclusivamente nei confronti di Mevia, conduttrice dell'immobile, in base a un contratto di locazione nel quale Tizio figurava quale garante personale. Il creditore Caio aveva ritenuto di poter agire esecutivamente anche nei confronti di Tizio, sul presupposto della clausola di garanzia personale inserita nel contratto.
Tizio ha dedotto l'inesistenza del titolo esecutivo nei propri confronti, evidenziando come il decreto ingiuntivo fosse stato emesso unicamente contro la conduttrice e che egli fosse, rispetto al procedimento monitorio, un soggetto del tutto terzo. Su istanza dell'opponente, il giudice ha disposto in via cautelare la sospensione dell'efficacia esecutiva del titolo. Caio, benché ritualmente citato, non si è costituito in giudizio.
Il Tribunale ha accolto l'opposizione, ribadendo i principi generali in tema di limiti soggettivi del titolo esecutivo. Il ragionamento seguito dal giudice si articola nei seguenti punti:
Il Tribunale ha richiamato a sostegno il principio enunciato dalla Corte di Cassazione con la pronuncia n. 12714 del 14/05/2019, resa in materia di associazioni non riconosciute e di responsabilità solidale ai sensi dell'art. 38 c.c., secondo cui l'efficacia esecutiva del titolo formatosi contro il solo ente non si estende automaticamente al soggetto solidalmente responsabile, qualora il creditore non lo abbia convenuto in proprio per ottenere l'accertamento della sua specifica responsabilità e la sua autonoma condanna.
Ne deriva che, per agire esecutivamente nei confronti del fideiussore, il creditore avrebbe dovuto instaurare nei suoi confronti un autonomo giudizio di cognizione — o includerlo nel procedimento monitorio — ottenendo un titolo che ne sancisse espressamente la condanna.