L'estorsione via web: il caso della sextortion

Avv. Serena Conte.
L'estorsione via web: il caso della sextortion

Il massiccio utilizzo dei social network, ma anche la frequentazione di siti di incontri da parte di una vasta platea di utenti, ha coinciso con la diffusione di alcuni reati perpetrati attraverso il web.

Mercoledi 3 Febbraio 2021

In particolare, negli ultimi anni, si è assistito all’aumento esponenziale dei reati di truffa ed estorsioni, soprattutto a sfondo sessuale, online, a discapito di malcapitati navigatori della rete che si sono trovati ingenuamente ad essere ricattati dopo conversazioni con malintenzionati capaci di ottenere immagini o video espliciti e molto spesso assai spinti per poi minacciare di diffonderli salvo il pagamento di un prezzo.

Tale particolarità ha fatto si che diventasse un fenomeno così diffuso tanto da essere indicato con un termine specifico: sextorsion, un neologismo inglese nato dall’unione di “sex” ed “extortion”, sesso ed estorsione, ossia ricatto sessuale realizzato attraverso il web.

Il delitto di estorsione

Per l’articolo 629 del nostro codice penale, commette estorsione chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. La pena di base prevista è la reclusione da cinque a dieci anni e una multa da euro 1.000 a euro 4.000.

Non rilevano le modalità con cui la violenza o la minaccia si concretizzano, essendo sufficienti comportamenti diretti a forzare la volontà della vittima, in modo tale che questa ponga in essere un atto di disposizione patrimoniale.

L’estorsione lede non solo gli interessi patrimoniali della vittima, ma anche la sua libertà di autodeterminazione.

Lo stesso ragionamento vale anche per le estorsioni online, in quanto non si può presumere che il consenso della vittima a ritrarsi in immagini hot o a girare video sessualmente espliciti, escluda la configurabilità del reato. La minaccia di pubblicarle senza il consenso della persona interessata integra quella prospettazione di un male futuro ingiusto idoneo a giustificare la sanzione penale.

Il particolare caso della sextortion

Come già detto, quando si parla di sextortion, si parla di un ricatto sessuale realizzato attraverso il web. Una pratica usata da cyber criminali per estorcere denaro alle vittime.

Tutto ha inizio con un primo contatto (solitamente una richiesta di amicizia sui social network) tra la vittima ed il cyber criminale che crea un profilo falso con foto di donne o uomini di bell’aspetto.

Accettato l’invito, dopo l’instaurazione di un rapporto confidenziale tra l’adescatore e la vittima, la conversazione si sposta su Skype, chat private di Facebook, o videochiamata su Whatsapp (o su altra applicazione di messaggistica istantanea).

In queste conversazioni private, l’adescatore invita la vittima a spogliarsi o ad avere atteggiamenti sessualmente espliciti, facendo altrettanto in video, davanti alla webcam e anche scattandosi fotografie.

Così facendo, è la vittima che consapevolmente accetta di assumere tali atteggiamenti spesso molto spinti, e questo rende molto più semplice per il cyber criminale passare alla fase successiva della sextortion.

Si, perché una volta ottenute riprese e fotografie della ignara vittima, l’avvenente donna o l’intrigante uomo dall’altra parte dello schermo, spariscono per lasciare spazio alla richiesta di riscatto (via money transfer e sempre più spesso anche in Bitcoin) che viene resa più credibile con la minaccia di diffondere in rete le immagini compromettenti. Ecco l’estorsione.

Si tratta di una minaccia reale, perché la vittima ha concesso l’amicizia all’adescatore, quindi questo ora conosce la lista di tutti i suoi contatti.

Come vengono scelte le vittime

La scelta delle vittime non avviene a caso, ma in base alla loro situazione familiare e alla  posizione lavorativa che rivestono.

Vittime che hanno una famiglia o che ricoprono ruoli al vertice di società, offrono teoricamente ai criminali una maggiore garanzia per il pagamento del riscatto senza denunciare l’accaduto per nascondere le foto e i video, anche se alcuni dati statistici dicono il contrario: uno studio del 2017 stimava che il 92 % delle vittime di sextortion fosse di sesso maschile e di ogni età ed estrazione sociale.

La sextortion attraverso le e-mail

Un nuovo tipo di sextortion, molto più diffuso e aggressivo ha visto la luce 2018 ed ancora oggi continua a manifestarsi ad ondate successive, in varianti diverse ma sostanzialmente simili.

Qui l’estorsione viene commessa con una e-mail il cui contenuto spesso è del seguente tenore: Ho violato il tuo computer, ti ho ripreso mentre andavi sui siti porno ed ora voglio soldi per non pubblicare il filmato”.

Come difendersi dalla sextortion 

Prima di tutto bisogna tenere a mente sempre che tutto ciò che viene condiviso su internet, internet non lo dimentica. Nemmeno se lo cancelliamo, perché le nostre immagini ed i nostri video potrebbero essere stati comunque inviati e condivisi da una moltitudine di utenti da rendere impossibile l’eliminazione del materiale compromettente.

Pertanto è doveroso adottare alcuni accorgimenti quando si naviga su internet per evitare di cadere in queste trappole e divenire vittima di ricatti:

  • evitare di accettare richieste di amicizia provenienti da persone che non si conoscono. Il fatto che qualche nostro contatto compaia nella lista delle “amicizie in comune” non significa nulla: potrebbe esserci cascato anche lui. E noi potremmo, accettando l’amicizia, indurre in errore qualche altro nostro amico;

  • verificare la foto del bel ragazzo o ragazza che ci ha contattato: Google ci proporrà una serie di volti e di link associati alla sua foto, da cui probabilmente vedremo che quella foto appartiene a tutt’altra persona;

  • diffidare di profili social vuoti, senza contenuti, senza informazioni o con informazioni che ci appaiono poco veritiere.

  • utilizzare password efficaci e attivare la verifica in due passaggi per proteggere i vostri social network, i programmi di messaggistica e le e-mail. Aggiornare sempre i software di sicurezza.

Se sei stato vittima di sextortion, non devi vergognarti di denunciare. La tua denuncia potrebbe aiutare molte altre persone a non cadere nello stesso errore.

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