La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato nei confronti di una lavoratrice che aveva inviato un messaggio vocale in una chat di gruppo WhatsApp contenente espressioni offensive verso colleghi e superiori, la rivelazione di informazioni aziendali riservate e indicazioni operative su come eludere i controlli sul green pass. Il fatto che il vocale fosse ...
Il Tribunale di Brindisi con la sentenza n. 52/2026 del 14 gennaio 2026 ha enunciato i seguenti principi in materia di licenziamento e di repêchage: “L'assenza della sottoscrizione del file “word” contenente il licenziamento per cui è causa, trasmesso al lavoratore a mezzo “Whatsapp” dal datore di lavoro non inficia la validità del licenziamento”. ...
Con l’ordinanza n. 1254/2025, pubblicata il 17 gennaio 2025, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul valore probatorio dei messaggli whatsapp nell’ambito dei giudizi civili.
IL CASO: All’esito di un giudizio avente ad oggetto l’opposizione avverso un decreto ingiuntivo che era stato ottenuto da una società a titolo di corrispettivo dovuto per la fornitura e ...
Integra il delitto di diffamazione e non di ingiuria aggravata dalla presenza di piu' persone, la condotta di chi pronunzi espressioni offensive mediante comunicazioni dirette alla persona offesa attraverso messaggi rivolti a un gruppo WhatsApp.
In tal senso si è espressa la Corte di Cassazione nella sentenza n. 27540/2023.
Il caso: Il Tribunale dichiarava Tizio responsabile dei reati di cui ...
Con la sentenza n. 37974 del 22 ottobre 2021, la Cassazione ha stabilito che l'invasività del mezzo adoperato per raggiungere il destinatario rileva di per sé anche senza la possibilità, per quest'ultimo, di interrompere l'azione perturbatrice già subita ovvero di prevenire la reiterazione escludendo il contatto o l'utenza molestatrice dal proprio cellulare.
Nella sentenza dell'8 ottobre 2019 il Tribunale di Caltanisetta precisa che i genitori sono tenuti non solo ad impartire al minore una adeguata educazione all'utilizzo dei mezzi di comunicazione telematica (internet, sms, wathsapp ecc), ma anche di compiere un'attività vigilanza sul minore per quanto concerne il suddetto utilizzo.
Il caso: Il minore X, in concorso con altri minori, per motivi abbietti ...