Slitta a gennaio l’aumento IVA ma rincarano benzina e tabacchi

Aggiornamento dell'ultima ora: sembra che il decreto sia stato sospeso....
Slitta a gennaio l’aumento IVA ma rincarano benzina e tabacchi
Venerdi 27 Settembre 2013

E’ di queste ore la notizia secondo cui sarebbe in esame al Consiglio dei Ministri la bozza di un decreto legge che prevede lo slittamento al 1° gennaio 2014 del previsto aumento dell’IVA dal 21% al 22%.

Per la copertura finanziaria si prevede l’aumento delle accise sui carburanti (2 centesimi al litro per quest’anno e 2,5 centesimi fino al 15 febbraio 2015, in pratica quasi le vecchie “cento lire”), l’aumento dell’IVA sui tabacchi lavorati e l’incremento degli acconti Ires e Irap.

Inutile sottolineare che, a prima vista, si tratta di un provvedimento nel suo complesso contradditorio in quanto da un lato si rinvia (ma attenzione: non si abolisce) l’aumento dell’IVA, con una dilazione di soli 3 mesi, mentre dall’altro si consolidano aumenti sui carburanti, che già sono i più cari di tutta Europa, per quasi 5 centesimi al litro fino al 2015 aumentando nel contempo le aliquote per alcuni acconti fiscali.

Infatti quando a gennaio l’IVA passerà al 22%, con buona pace del rilancio dei consumi, i suddetti aumenti continueranno a restare in vigore, pesando ancora di più sul bilancio familiare.

Da alcune simulazioni effettuate infatti, come si legge in questo articolo, sembra che l’aumento delle accise sia destinato a pesare sulla spesa complessiva delle famiglie più di quello dell’IVA.

Nel decreto sono contenuti altri provvedimenti, tra cui il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per 2013 e delle missioni internazionali.

In cantiere anche l’ipotesi di dismissione di circa un miliardo di euro di immobili pubblici e tagli lineari (leggi: tagli a pioggia su tutta la spesa) per 400 milioni, tutto questo naturalmente nell’ottica del pareggio di bilancio impostoci dall’Europa. 

Per contro sembra che i concessionari delle slot machine potranno chiudere il conto con il fisco pagando solo il 20% della sanzione applicata ma per saperne di più occorre attendere il testo definitivo.

 

Aggiornamento dell'ultima ora: sembra che il decreto sia stato sospeso in attesa di un chiarimento politico per i venti di crisi che sofffiano sull'attuale governo.

Se così fosse l'IVA passerebbe al 22% a partire dal 1° ottobre 2013.

Per saperne di più.

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