I nuovi mezzi telematici entrano nella gestione dei figli dei genitori divorziati.

I nuovi mezzi telematici entrano nella gestione dei figli dei genitori divorziati.
Venerdi 26 Gennaio 2018

Il Tribunale di Modena, con la sentenza n. 2259 pubblicata in data 28 dicembre 2017, per la prima volta in Italia, nell’accogliere un ricorso congiunto per lo scioglimento del matrimonio, ha proposto ed ottenuto l’adesione dei ricorrenti genitori di due figlie minori, al “Progetto Anthea”, un’applicazione per smartphone utile (nei limiti del buonsenso delle parti) a gestire molti degli aspetti relativi alla regolamentazione dell’affido condiviso dei minori.  

Il “Progetto Anthea”, da poco presentato anche nella Commissione bicamerale per l’Infanzia presieduta dall’On. Vittoria Brambilla, è un’applicazione per smartphone e tablet ideata dall’Avv. Giovanni Casale che in pratica crea una piattaforma telematica chiusa in cui i genitori separati o divorziati possono scambiarsi informazioni, notizie, documenti e soprattutto le proposte per la gestione quotidiana dei tempi di visita e degli eventi particolari (feste, gite, visite mediche ecc.) che interessano i bambini.  

Tutto ciò che viene postato, scritto e condiviso (si tenga presente che i messaggi non sono cancellabili) crea un vero e proprio “storico” dei rapporti genitoriali post divorzio che permette, in caso di un peggioramento del clima che richieda l’intervento del Giudice, di valutare il loro esatto andamento al fine di individuare, con una certa attendibilità, chi sia venuto meno ai propri doveri.  

La piattaforma prevede inoltre che anche che i nonni possano avervi un accesso limitato unicamente per poter vedere le foto dei nipoti e per inserire, a loro volta, proprie foto.  

Ma la cosa più interessante, certamente funzionale all’aspetto giudiziale di questa novità, è che, quando dovesse essere necessario, l’accesso ai dati è possibile anche per il Giudice e per gli assistenti sociali da questi individuati che così potranno monitorare in tempo reale l’andamento dei rapporti “telematici” degli ex coniugi. Ma mentre il Giudice non potrà, per ovvi motivi legali e di opportunità, essere consultato né intervenire nelle comunicazioni, gli assistenti sociali invece avranno questa possibilità e se interpellati potranno intervenire on line e dare consigli o moniti alle parti eventualmente convocandoli presso la sede istituzionale dei Servizi se la sola chat non sia sufficiente a rimetterli in riga. Tutta la messaggistica e la documentazione postata verrà archiviata e conservata nello smartphone in maniera indelebile con la prevista possibilità di poter essere prodotta e utilizzata come prova in caso di giudizio.  

Infine, nel caso in cui dopo un iniziale consenso una delle parti si rifiuti, senza alcun motivo, di colloquiare con l’ex coniuge tramite l’app, ciò potrà essere valutato dal Giudice (negativamente) qualora dovessero sorgere conflitti attribuibili proprio ad una mancata interlocuzione tra essi.  

L’uso dell’applicazione non è gratuito ma prevede un costo di € 50,00 all’anno.  

Si ritiene opportuno riportare il punto della sentenza che delinea i presupposti della decisione e dispone le modalità di utilizzo dell’applicazione:

“6) Al fine di facilitare la gestione delle problematiche che possono riguardare la prole e per facilitare la gestione della conflittualità genitoriale, le parti si dichiarano concordi nell’aderire al PROGETTO ANTHEA e ad utilizzare la relativa applicazione telematica in modo esclusivo per qualsiasi comunicazione che possa riguardare i minori e ben consapevoli che tutte le comunicazione che intercorreranno tra essi potranno essere oggetto di produzione documentale rappresentando prova ineluttabile ed incontestabile dalle parti, così come adeguatamente loro edotto in sede di adesione al progetto stesso. Il mancato uso dell’applicazione non potrà essere oggetto di giustificazione alcuna e potrà essere liberamente valutato dal magistrato in caso di violazioni che derivino da atti e procedimenti attivati a seguito di insorta conflittualità tra i genitori successivamente. E’ parte integrante del presente accordo il documento che illustra il Progetto in questione che le parti dichiarano di aver letto comprendendo il vero scopo del progetto e di cui ne approvano le finalità e le modalità di gestione”

Allegato:

Tribunale di Modena sentenza n.2259/2017

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