Il Convegno, promosso dall’Associazione “Cittadini Insieme”, si propone di affrontare le problematiche derivanti dalla applicazione nei procedimenti penali della Giustizia Riparativa, nata dal mondo della società civile, che la Riforma Cartabia ha accolto, rielaborato e reso a tutt’oggi totalmente operativa, trasformando in un nuovo Istituto processuale quella che era stata in precedenza una prassi complementare alla giustizia tradizionale e contribuendo anche alla riduzione dei tempi di durata dei processi.
| Mercoledi 4 Febbraio 2026 |
La Giustizia Riparativa si propone, invero, di affrontare il conflitto tra vittima e autore del reato coinvolgendo, tramite la figura di un mediatore equo-prossimo, in veste di facilitatore del dialogo, l’intera Comunità, non solo come contesto generico, ma come protagonista attiva del superamento dei problemi derivanti dal conflitto tra Vittima ed Imputato.
Nel chiedersi se sia possibile “riparare” ad un reato, di piccola, media e alta gravità, in effetti la Giustizia Riparativa pone le basi per un approccio complementare alla mera logica della pena, ponendo il problema prioritario della reintegrazione e della ricostruzione dei legami sociali all’interno di una Comunità ferita dal delitto.
Si tratta di un approccio innovativo sul piano sociale e comunitario che richiama le radici cristiane della società civile e che fa appello ad una solidarietà sociale comunitaria emersa dai movimenti di emancipazione degli ultimi due secoli.
Riparare significa avere interesse a ricostruire fili e catene di relazioni psicolo giche e sociali, avvertite come fondamentali dalla Comunità, e non, solamente per esercitare un’azione di reintegro dell’autore dell’illecito per il “vulnus” arrecato non solo alla Vittima ma all’intera Comunità di appartenenza.
Operando in parallelo con il processo penale, in maniera complementare e non in sostituzione, la Giustizia Riparativa offre impatti concreti all’evoluzione del processo penale e alla definizione della pena, contribuendo a salvaguardare diritti umani ineludibili.
In particolare, in passato, l’Istituto ha trovato una sua concreta applicazione in ambito minorile quando in gioco non è solo la vita del singolo, ma la permanenza, per le giovani generazioni, dei valori etici e sociali acquisiti dalla Comunità, per i quali la Giustizia Riparativa può contribuire al definitivo superamento dei conflitti associati al delitto e all’avvio di una ricostruzione stabile delle relazioni sociali.
Più di recente essa ha trovato un ambito di applicazione dinanzi al Giudice di Pace sebbene solo per reati di minore entità c.d. bagatellari con effetti deflattivi del contenzioso.
La nuova sfida da affrontare nelle Aule di Giustizia riguarda tutti i reati, da quelli minori a quelli più gravi, suscettibili di programma riparativo che non sempre la sola Giustizia retributiva è in grado di garantire e che l’idea di riparazione al reato rende invece credibile e possibile, sostituendo alla punizione come vendetta la ricostruzione dei legami sociali e della fiducia reciproca come riconciliazione.
In tale contesto non mancano i punti di criticità nell’applicazione dell’Istituto che saranno oggetto del Convegno salentino mettendo a confronto le esperienze sin qui maturate nell’ambito della Mediazione dei conflitti, dell’Amministrazione della Giustizia e del Sistema Penitenziario da parte di autorevoli Relatori con un’ampia sfera di interventi che troveranno un concreto interesse da parte di Enti, Associazioni ed Operatori del settore.