Avvocati in sciopero contro la mediazione obbligatoria

Avvocati in sciopero contro la mediazione obbligatoria

In attesa del previsto incontro con il Ministro Cancellieri sono otto le giornate di astensione previste

Mercoledi 26 Giugno 2013

L'OUA, con il comunicato stampa del 26 giugno, ha indetto otto giornate di astensione dalle udienze civili e penali.

L'incontro con il Ministro Cancellieri è previsto per il 3 luglio e l'astensione è stata proclamata quindi con riserva di revoca, qualora nell'incontro venissero accettate le richieste avanzate dalla categoria.

 

*** Aggiornamento del 28 giugno 2013 ***

A seguito dei rilievi della Commissione Garanzia Sciopero l'OUA ha rettificato le date dello sciopero con un'apposita delibera.

 

Le nuove date sono quindi: 8, 9, 10, 11, 12, 13, 15 e 16 luglio.

 

NOTA: Le giornate previste inizialmente erano il 5, 8, 9, 10, 11, 12, 15 e 16 luglio.

 

La decisione di indire lo sciopero è stata presa a seguito dell'assemblea nazionale dell'avvocatura, tenutasi a Roma, durante la quale sono stati fortemente criticati gli interventi in materia di Giustizia contenuti nel  D.L. 69/2013, il cosiddetto "decreto del fare", tra cui, ricordiamo, la reintroduzione dell' obbligatorietà della mediazione civile.

 

Ancora una volta si contesta il metodo del Governo che intende legiferare in una materia tanto delicata e cruciale per la vita democratica, come appunto la Giustizia, a colpi di decreti e senza minimamente ascoltare le categorie interessate.

 

Sul tavolo anche la depenalizzazione di alcuni reati, la riforma di alcune leggi definite “criminogene” (ad es la Bossi–Fini), la modifica del sistema sanzionatorio e della custodia cautelare,  l'ampliamento dei limiti temporali delle misure alternative alla detenzione ecc.

Proposte inoltre l'introduzione di camere arbitrali presso i consigli dell'ordine e il procedimento di negoziazione assistita dal legale.

 

Ricordiamo inoltre che sulla mediazione si è già espressa la Consulta decretando  l'eccesso di delega sull'obbligatorietà e ritenendo assorbiti gli altri profili di incostituzionalità eccepiti, profili che pertanto potrebbero essere riproposti in extrema ratio qualora la strada del dialogo non portasse ad alcun risultato concreto e soddisfacente.

 

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