Giustizia: firmato il decreto per l’assunzione di 400 giudici ausiliari

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Giustizia: firmato il decreto per l’assunzione di 400 giudici ausiliari
Comunicato Stampa del Ministero. Perplessità dell’AIGA per l’assunzione di soggetti a riposo o in età pensionabile.
Lunedi 28 Luglio 2014

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato un decreto per la selezione di 400 giudici ausiliari presso le Corti di appello, un significativo aumento di organico per rafforzare l’efficienza delle Corti anche nello smaltimento dell’ arretrato.

Possono partecipare alla selezione i magistrati ordinari, contabili ed amministrativi e gli avvocati dello Stato, a riposo da non più di tre anni, nonché i magistrati onorari che non esercitino più, ma che abbiano esercitato con valutazione positiva la loro funzione per almeno cinque anni; i professori universitari in materie giuridiche di prima e seconda fascia, anche a tempo definito o a riposo da non più di tre anni; i ricercatori universitari in materie giuridiche; gli avvocati, anche se cancellati dall’albo da non più di tre anni; i notai, anche se a riposo da non più di tre anni.

I posti nel bando riguardano 26 Corti d’Appello: Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste e Venezia.

La domanda di partecipazione sarà disponibile dal giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e potrà essere compilata ed inviata in via telematica direttamente dal sito del Consiglio Superiore della Magistratura (www.csm.it).

 

Non si è fatta attendere la reazione dell’AIGA che, tramite la presidente Nicoletta Giorni, ha espresso forti perplessità sulla decisione del ministro Orlando di aprire la selezione anche a chi si trova in età pensionabile, sottolineando come sia poco opportuno obbligare tali soggetti a confrontarsi con le nuove tecnologie del Processo Civile Telematico, e tenuto conto della necessità di un ricambio generazionale, spesso auspicato dagli stessi organi istituzionali.

 

Vedi anche: Chi può fare il giudice ausiliario.

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