Avvocato Stabilito e ius postulandi: presupposti e limiti.
Commento alla sentenza del Tribunale di Milano n. 12222/2017.
Avvocato Stabilito e ius postulandi: presupposti e limiti.
Mercoledi 27 Dicembre 2017

 Un soggetto chiamava in causa il proprio commercialista per presunti errori professionali che – a suo dire - gli avevano creato un ingente debito con l'Erario; a patrocinare l'attore era un abogado iscritto all'albo degli avvocati stabiliti i quali, per i primi tre anni, ai sensi dell'art. 8 D.lgs. 96/2001, devono agire d'intesa con un professionista abilitato a esercitare la professione col titolo di avvocato affinché quest'ultimo assicuri i rapporti con l'autorità adita e sia responsabile di fronte alla stessa dei doveri imposti dalla legge ai difensori.

Tale norma – di natura imperativa e pubblicistica – specifica che la detta intesa debba risultare da scrittura privata autenticata ovvero da dichiarazione resa congiuntamente davanti all'Autorità procedente in data anteriore alla costituzione in giudizio o comunque solo fino al primo atto difensivo: agli atti risultava che, né al momento della notifica della domanda, né tanto meno nella successiva costituzione, era stata prodotta idonea dichiarazione del professionista abilitato sull'agire d'intesa col collega ordinario e da tale assenza il Giudice ha accertato il difetto di ius postulandi in capo al procuratore dell'attore che - per Cassazione n. 4357/85 – dà luogo ad una nullità assoluta ed insanabile, escludendo a priori che il Giudice possa concedere il termine perentorio di cui all'art. 182 c. 2 c.p.c. per la sanatoria del vizio ed inoltre, per lo stesso motivo decadenziale, nemmeno è stato possibile conferire alla procura depositata in sede di memoria ex art. 183 sesto comma n. 1, gli effetti retroattivi di cui all'art. 125 c.p.c. come dettato da Cassazione n. 13431/14.

Inoltre, a ben delineare, l'esercizio della professione forense da parte dei soggetti stabiliti ci ha pensato minuziosamente Cass. n. 5073/16 che, secondo il Tribunale ha ulteriormente avallato l'inammissibilità della domanda presentata, presentando l'eccezione di controparte carattere non solo preliminare ma addirittura assorbente su ogni altra questione di merito (Cass. S.U. n. 9936/14 e Cass. 12002/14).

Da notare, infine, la robusta condanna alla spese inflitta all'attore soccombente.

Allegato:

Tribunale Milano sentenza n.12222/2017

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