Tribunale di Taranto, Sentenza n. 3339 del 26/10/2015

Venerdi 20 Novembre 2015

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO-SEZ 1^

Il Dr. Giacovelli Martino, ha pronunciato la seguente

SENTENZA n. 3339

nella causa iscritta al n° ...omissis..., avente ad oggetto: opposizione a decreto ingiuntivo, nella causa promossa da:

L.M., nato a Taranto ed ivi residente opponente

contro

A. R. residente in Taranto Opposta non costituita

Conclusioni per l’opponente:

“ Voglia l'Ill.mo Sig. Giudice adito, previa ogni più opportuna declaratoria meglio vista, reietta ogni contraria istanza, così provvedere:

1 - preliminarmente, disporre la revoca della clausola di provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto per le ragioni di cui in atti;

nel merito, comunque:

2- dichiarare nulla e/o improduttiva di effetti giuridici, e comunque revocare e/o rigettare l’ingiunzione resa il 19.11.2014, n.ri ...omissis...., notificata in data 16.01.2015,… con condanna alle spese , diritti ed onorari del presente giudizio.”

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato il 16.01.2015, L. M. proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo reso il 19.11.2014, ...omissis... R.G., con il quale il Giudice di Pace di Taranto, visti gli artt. 633 e 642 c.p.c., ha ingiunto all’istante di pagare, in favore della ricorrente, Sig.ra R. A., la somma di € 188,69, oltre i compensi del monitorio liquidate in complessivi € 222,00 oltre spese generali, cap ed iva, chiedendo di revocare il decreto ingiuntivo e per l’effetto condannare l’opposta alle spese e competenze di causa.

In particolare l’opponente sosteneva:

  1. INSUSSISTENZA DELLE CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA' EX ARTT. 633 E SS. C.P.C. DELL'OPPOSTO DECRETO INGIUNTIVO.
  2. ISTANZA DI REVOCA DELL’ESECUZIONE PROVVISORIA;
  3. TEMERARIETA’ DELLA LITE.

All’udienza del 4.06.2015 non si costituiva in giudizio la parte opposta, per cui ne era dichiarata la contumacia su richiesta del difensore dell’opponente.

Parte opponente depositava la seguente documentazione:

procura conferita a margine dell’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo con istanza di revoca dell’esecuzione provvisoria; atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo con istanza di revoca dell’esecuzione provvisoria; ricorso per decreto ingiuntivo notificato; copia esecutiva dell’accordo di separazione del 24.10.2013, omologata dal Tribunale di Taranto in data 29.11.2013; copia della pec dell’ll.09.2013 con allegati; copia della pec del 17.09.2013; copia della pec del 22.10.2013 con allegato; copia fattura della Libreria Faber di Lanciano Valerio n. 54/2014 del 05.11.2014; copia fattura della cartoleria World Office n. 50/2014 del 18.09.2014; copia lettera sollecito Consum.it prodotta dalla Sig.ra Ancona nel giudizio ex art. 710 c.p.c. pendente dinanzi al Tribunale di Taranto ed iscritto al ...omissis... e certificati medici.

Sulla base della documentazione come sopra depositata, dopo la precisazione delle conclusioni e discussione, all’udienza del 16.10.2015, la causa era trattenuta in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L’opposizione al precetto a seguito di decreto Ingiuntivo non è fondata e non merita accoglimento.

In particolare, proprio dalla documentazione esibita dalla parte opponente si rileva la fondatezza del decreto emesso immediatamente esecutivo dal GDP di Taranto.

A conferma di ciò è sufficiente il richiamo al principio stabilito dalla Corte di Cassazione Sezione VI civile con Ordinanza 30 luglio 2015 n. 16175, dove è precisato che anche se non è stato previamente consultato, il coniuge è tenuto a contribuire alle «spese straordinarie» effettuate nell'interesse dei figli se utili e proporzionate rispetto al tenore di vita.

A tal riguardo si rileva che le spese oggetto del decreto ingiuntivo impugnato si riferiscono alla fattura n. 54/2014 del 05.11.2014; copia fattura della cartoleria n. 50/2014 del 18.09.2014 per un importo di € 377,38 che diviso per 2 comporta la somma di € 188,69, posta a base del decreto ingiuntivo opposto a carico dell’opponente.

E’ ovvio che tali spese devono essere considerate del tutto straordinarie, atteso che l’opponente versa per i tre figli complessivi € 600,00 al mese.

Di conseguenza da rigettare è la richiesta dell’opponente alla condanna ex art. 96 c.p.c.,a carico della parte opposta.

Nulla si decide per le spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, definitivamente pronunciando sulla opposizione notificata dal sig. L.M. contro la sig.ra A. R., avverso il precetto a seguito dell’ingiunzione del 19.11.2014, n.ri 2002/14 Ing., 6322/14 R.G., notificata in data 16.01.2015, emessa dal Giudice di Pace di Taranto, ogni altra istanza, eccezione, deduzione rigettata, cosi provvede:

    1. rigetta l'opposizione al precetto;

    2. conferma il decreto ingiuntivo del 19.11.2014, ...omissis... R.G., notificato in data 16.01.2015, emesso in data 10.01.2013 dal Giudice di Pace di Taranto;

    3. condanna la parte opponente al pagamento della somma di € 188,69, oltre le spese già liquidate:

    4. nulla per le spese di giudizio.

Così deciso in Taranto, 26.10.2015 Il Giudice di Pace

( Dott. M. Giacovellli)

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