Cassazione civile Sez. Unite Ordinanza n. 22400 del 13/09/2018

Giovedi 8 Novembre 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato - Primo Presidente f.f. -

Dott. MAZZACANE Vincenzo - Presidente di Sez. -

Dott. AMOROSO Giovanni - Presidente di Sez. -

Dott. BRONZINI Giuseppe - Consigliere -

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria - Consigliere -

Dott. ARMANO Uliana - Consigliere -

Dott. GRECO Antonio - rel. Consigliere -

Dott. MANNA Felice - Consigliere -

Dott. BERRINO Umberto - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1878/2017 proposto da:

F.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DUILIO 7, presso il proprio studio, rappresentato e difeso da sè medesimo;

- ricorrente -

contro

ROMA CAPITALE, M.L.;

- intimati -

per correzione di errore materiale della sentenza n. 27455/2016 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, depositata il 29/12/2016.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 12/09/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO GRECO;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott. LUIGI SALVATO, il quale chiede che la Corte accolga l'istanza disponendo che il dispositivo della sentenza sia corretto, con l'aggiunta della disposizione delle spese a favore dell'avv. F.C., già difensore del controricorrente M.C..

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

L'avv. F.C., rappresentato e difeso da sè medesimo, quale procuratore e difensore di M.L. ha proposto ricorso per la correzione di errore materiale della sentenza n. 27455 del 29 dicembre 2016, con la quale le Sezioni unite di questa Corte, nel rigettare il ricorso proposto da Roma Capitale nei confronti di M.L., controricorrente, nonchè di P.A.T., M.C., M.F. e Me.Ca., e avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma depositata il 9 settembre 2015, ha condannato Roma Capitale al pagamento delle spese in favore del controricorrente M.L., omettendo tuttavia di distrarle in favore del detto difensore del M., che ne aveva fatto istanza.

Roma Capitale e M.L., nei confronti dei quali il ricorso è stato notificato, non hanno svolto attività difensiva in questa sede.

Il Procuratore generale ha depositato conclusioni scritte.

L'avv. F.C., difensore di M.L., controricorrente, aveva chiesto, nella memoria ex art. 378 c.p.c., depositata il 16 ottobre 2016, la distrazione ex art. 93 c.p.c., in suo favore, "delle spese del presente giudizio di legittimità... avendo, lo scrivente difensore, anticipato le spese e non avendo riscosso gli onorari".

Osserva il Collegio che in caso di omessa pronuncia, ricorrente nella specie, sull'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un'espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c. e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma.

La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell'art. 93 c.p.c., comma 2, che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese, consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo, ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione (Cass., sez. un., 7 luglio 2010, n. 16037; Cass. n. 293 del 2011, Cass. n. 8578 del 2014).

Il ricorso va, quindi, accolto, disponendo che il dispositivo della sentenza di questa Corte n. 27455 del 2016, depositata il 29 dicembre 2016, sia corretto aggiungendo "da distrarsi in favore dell'avv. F.C. ex art. 93 c.p.c." dopo le parole "oltre accessori di legge".

Non vi è luogo a provvedere sulle spese del presente procedimento (Cass., sez. un., 27 giugno 2002, n. 9438; Cass. n. 10203 del 2009; Cass. n. 21213 del 2013), nè a dare atto dell'esenzione dello stesso dall'applicazione del doppio contributo unificato.

P.Q.M.

La Corte, a sezioni unite, dispone che il dispositivo della sentenza di questa stessa Corte n. 27455 del 2016, depositata il 29 dicembre 2016, sia corretto aggiungendo "da distrarsi in favore dell'avv. F.C. ex art. 93 c.p.c." dopo le parole "oltre accessori di legge".

Dispone inoltre che la correzione sia annotata, a cura della cancelleria, sull'originale della detta sentenza.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 settembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 settembre 2018

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