Cassazione civile Sez. VI - 3 Ordinanza n. 7754 del 28/03/2018

Lunedi 23 Luglio 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele - Presidente -

Dott. SESTINI Danilo - Consigliere -

Dott. SCODITTI Enrico - rel. Consigliere -

Dott. GRAZIOSI Chiara - Consigliere -

Dott. D’ARRIGO Cosimo - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24825-2016 proposto da:

G.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G.DE VECCHI PIERALICE 20, presso lo studio dell'avvocato GIOVANNI PROFAZIO, rappresentato e difeso dall'avvocato MARIO BATTISTI;

- ricorrente -

contro

ISLAND REFINANCING SRL in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PREMUDA 1/A, presso lo studio dell'avvocato GRAZIELLA COLAIACOMO, rappresentata e difesa dagli avvocati GIUSEPPE TARANTO, MARIALUCE TARANTO, COSTANZA TARANTO;

- controricorrente -

contro

ITALFONDIARIO SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DOMENICO CHELINI 5, presso lo studio dell'avvocato FABIO VERONI, rappresentata e difesa dall'avvocato FILIPPO PAOLELLI;

- controricorrente -

contro

BANCA COMMERCIALE ITALIANA SPA, BANCO NAPOLI SPA, MONTE PASCHI SIENA SPA, (OMISSIS) SCARL, A.G., TERSICORE FINANCE, EQUITALIA SUD SPA (OMISSIS), BANCA POPOLARE LAZIO SCPA;

- intimati -

avverso l'ordinanza del TRIBUNALE di LATINA, depositata il 08/08/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 16/01/2018 dal Consigliere Dott. ENRICO SCODITTI.

Svolgimento del processo

che:

G.G. propose istanza di chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità dell'espropriazione forzata ai sensi dell'art. 164 bis disp. att. c.p.c., in relazione alla procedura esecutiva immobiliare r.g.e. n. 649/1996 presso il Tribunale di Latina, in quanto il prezzo base era stato fissato con la sesta vendita a meno del 30% dell'originario valore di stima. Il giudice dell'esecuzione con provvedimento dell'8 agosto 2016 rigettò l'istanza. Osservò il giudice che non ricorrevano i presupposti per l'estinzione anticipata stante il valore residuo dei beni pignorati, che non rendeva allo stato antieconomica la procedura.

Ha proposto ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., comma 7, G.G. sulla base di due motivi e resistono con controricorso Island Refinancing s.r.l., quale mandataria di Cerved Credit Management s.p.a., e Italfondiario s.p.a., in qualità di procuratrice di Intesa Sanpaolo s.p.a.. Il relatore ha ravvisato un'ipotesi d'inammissibilità del ricorso. Il Presidente ha fissato l'adunanza della Corte e sono seguite le comunicazioni di rito. E' stata presentata memoria.

Motivi della decisione

che:

con il primo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione dell'art. 164 bis disp. att. c.p.c.. Osserva il ricorrente che il prezzo base d'asta del sesto esperimento era inferiore al 30% del valore stimato, nonostante l'amplissima pubblicità, e che venendo assorbito il prezzo vile dei beni con ogni probabilità dai costi di procedura, ormai lievitati in modo incontrollabile, i crediti non potrebbero trovare soddisfazione neppure nella misura del 10-15%.

Con il secondo motivo si denuncia violazione dell'art. 132 c.p.c., art. 118 disp. att. c.p.c., art. 111 Cost., comma 6, e art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5. Osserva il ricorrente che il giudice dell'esecuzione non ha fornito una motivazione neppure succinta per la quale ha rigettato l'istanza.

I motivi, da valutare unitariamente, non possono esaminarsi, in quanto il ricorso è inammissibile. Non ricorre in relazione al provvedimento di chiusura anticipata del processo esecutivo ai sensi dell'art. 164 bis disp. att. c.p.c., il presupposto del rimedio straordinario per cassazione ex art. 111 Cost., sotto il profilo della definitività del provvedimento giurisdizionale (cfr. fra le tante da ultimo Cass. 8 settembre 2017, n. 20954). In relazione al provvedimento di estinzione della procedura esecutiva, i rimedi astrattamente invocabili sono il reclamo, ai sensi dell'art. 630 c.p.c., ovvero l'opposizione agli atti esecutivi, a seconda che si ritenga il provvedimento del giudice dell'esecuzione adottato sul presupposto di una delle ipotesi tipiche di estinzione del processo esecutivo, ovvero al fine di pervenire alla cosiddetta estinzione atipica del processo esecutivo.

La chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità dell'espropriazione esula dall'estinzione del processo per inattività delle parti che soggiace al reclamo previstodall'art. 630 c.p.c., comma 1. Trattasi di ipotesi estranea all'inattività delle parti e per la quale non vi è espressa previsione di reclamo sulla base della clausola iniziale dell'art. 630, comma 1 ("oltre che nei casi espressamente previsti dalla legge"). La chiusura anticipata del processo ai sensi dell'art. 164 bis disp. att. c.p.c., resta quindi impugnabile con l'opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell'art. 617 c.p.c., quale rimedio impugnatorio generale avverso i provvedimenti del giudice dell'esecuzione. Essendo quindi previsto avverso l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione disponga la chiusura anticipata del processo esecutivo ai sensi dell'art. 164 bis disp. att. c.p.c., il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi, è da escludere che il detto provvedimento abbia il carattere di definitività, che è condizione necessaria per l'esperibilità del ricorso straordinario ex art. 111 Cost. comma 7, (Cass. 28 settembre 2011, n. 19858; 15 luglio 2016, n. 14449).

Un conclusione va affermato che "il provvedimento di chiusura anticipata del processo esecutivo ai sensi dell'art. 164 bis disp. att. c.p., non è suscettibile di impugnazione con il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost., essendo soggetto all'opposizione agli atti esecutivi".

Il carattere inedito del principio di diritto avente carattere dirimente costituisce presupposto di compensazione delle spese.

Poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 e viene disatteso, sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art.1, comma 17, che ha aggiunto testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 - quater, della sussistenza dell'obbligo di versamento, da parte della parte ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e dispone la compensazione delle spese processuali.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 - bis.

Così deciso in Roma, il 16 gennaio 2018.

Depositato in Cancelleria il 28 marzo 2018

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