Cassazione civile Sez. V Ordinanza n. 7613 del 28/03/2018

Cassazione civile Sez. V Ordinanza n. 7613 del 28/03/2018
Lunedi 15 Ottobre 2018
Per accedere agli allegati è richiesta l'iscrizione alla newsletter

Per accedere agli allegati è richiesta l'iscrizione alla newsletter:

Inserisci la tua email e clicca su Entra (se non sei ancora iscritto ti sarà richiesto di attivare l'email).
L'iscrizione è gratuita e puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Informativa sulla Privacy


Per ricevere la newsletter puoi anche registrarti sul sito.

Avrai accesso ai testi integrali delle sentenze e potrai utilizzare molte altre funzionalità gratuite.

Scopri tutti i vantaggi

Segue un'anteprima del testo:

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi - Presidente -

Dott. LIBERATI Giovanni - Consigliere -

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe - Consigliere -

Dott. TEDESCO Giuseppe - rel. Consigliere -

Dott. D’ORAZIO Luigi - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 1823/2011 R.G. proposto da:

PC Energy s.r.l., Alfacom s.r.l., rappresentate e difese dall'avv. Luigi Marsico, con domicilio eletto in Roma, viale Regina Margherita 262, presso lo studio del difensore;

- ricorrente -

contro

Agenzia delle entrate;

- intimata -

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia n. 136/07/10, depositata il 27 luglio 2010;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 14 novembre 2017 dal Consigliere Giuseppe Tedesco.

Svolgimento del processo

che:

- l'Agenzia delle entrate ha notificato alla PC Energy s.r.l. avvisi di accertamento per gli anni 2001, 2002, 2003, 2004 ai fini Irpeg, Iva e Irap, contestando una pluralità di violazione fra cui l'utilizzo di fatture di acquisto relative a operazioni inesistenti;

- erano inoltre notificati, per l'anno 2000, avvisi di accertamento ai soci D.C.C. e Alfacom s.r.l, con i quali era accertato un maggior reddito da partecipazione, stante la ristretta base sociale;

- impugnati gli avvisi, la Commissione tributaria regionale di Bari, riuniti i procedimenti, rigettava tutti i ricorsi, con sentenza poi confermata in grado d'appello dalla Commissione tributaria regionale della Puglia (Ctr);

- contro tale sentenza società e soci hanno proposto ricorso per cassazione sulla base di cinque motivi;

- l'agenzia delle entrate è rimasta intimata.

Motivi della decisione

che:

- il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 3, (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3,) e difetto di motivazione della sentenza d'appello (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), là dove la Ctr ha ritenuto corretto l'iter seguito dai verificatori durante l'accertamento; ...

Per leggere il testo integrale iscriviti alla newsletter

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter


Aggiungi al tuo sito i box con le notizie
Prendi il Codice





Sito ideato dall’Avvocato Andreani - Ordine degli Avvocati di Massa Carrara - Partita IVA: 00665830451
Pagina generata in 0.046 secondi