Cassazione civile Sez. VI - 3 Ordinanza n. 14801 del 07/06/2018

Lunedi 11 Giugno 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide - Presidente -

Dott. OLIVIERI Stefano - Consigliere -

Dott. POSITANO Gabriele - Consigliere -

Dott. DELL’UTRI Marco - Consigliere -

Dott. TATANGELO Augusto - rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al numero 5084 del ruolo generale dell'anno 2017, proposto da:

R.M., (C.F.: (OMISSIS)) rappresentato e difeso dall'avvocato Delfo Maria Sambataro (C.F.: SMB DFM 71P03 C351Q);

- ricorrente -

nei confronti di:

EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.p.A., (C.F.: (OMISSIS)), in persona del funzionario, rappresentante per procura, M.L., rappresentato e difeso dall'avvocato Emanuela Ranelli (C.F.: RNL MNL 70657 D8106);

- controricorrente -

per la cassazione della sentenza del Tribunale di Roma n. 15988/2016, depositata in data 19 agosto 2016;

udita la relazione sulla causa svolta nella camera di consiglio in data 23 aprile 2018 dal consigliere Augusto Tatangelo.

Svolgimento del processo

R.M. ha agito in giudizio nei confronti del locale agente della riscossione (Equitalia Sud S.p.A., oggi Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.) per ottenere la dichiarazione di nullità di una iscrizione ipotecaria su un immobile di sua proprietà.

La domanda, qualificata come opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell'art. 617 c.p.c., è stata dichiarata inammissibile dal Tribunale di Roma.

Ricorre il R., sulla base di un unico motivo.

Resiste con controricorso Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A..

E' stata disposta la trattazione in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380 bis c.p.c., in quanto il relatore ha ritenuto che il ricorso fosse destinato ad essere dichiarato manifestamente fondato.

E' stata quindi fissata con decreto l'adunanza della Corte, e il decreto è stato notificato alle parti con l'indicazione della proposta.

Il collegio ha disposto che sia redatta motivazione in forma semplificata.

Motivi della decisione

1. Con l'unico motivo del ricorso si denunzia "Violazione di legge ex art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione all'applicazione dell'art. 617 c.p.c., comma 1, anzichè l'art. 615 c.p.c., comma 1, in relazione al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, e artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e D.P.R. n. 602 del 1973, art. 86, (mancata produzione di verbali prodromici ed intimazioni di pagamento). Violazione di legge in relazione alla mancata applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 28, in relazione alla prescrizione relativa ai v. a. v. C. d. S. ed omessa notifica (Cass. sez. 2^, 29 dicembre 2011, n. 29696)".

Il ricorso è manifestamente fondato, in relazione al profilo relativo all'inapplicabilità alla fattispecie del termine di decadenza di cui all'art. 617 c.p.c., profilo che assorbe ogni altra questione.

Il tribunale ha erroneamente qualificato l'azione proposta dal ricorrente come opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell'art. 617 c.p.c., e di conseguenza l'ha erroneamente dichiarata inammissibile, in quanto tardiva, sulla base del solo rilievo che l'atto di citazione introduttivo non era stato notificato nel termine perentorio di venti giorni previsto dal richiamato art. 617 c.p.c..

In tema di atti della procedura di riscossione anteriori al pignoramento, le Sezioni Unite di questa Corte hanno chiarito che "il fermo amministrativo di beni mobili registrati ha natura non già di atto di espropriazione forzata, ma di procedura a questa alternativa, trattandosi di misura puramente afflittiva volta ad indurre il debitore all'adempimento, sicchè la sua impugnativa, sostanziandosi in un'azione di accertamento negativo della pretesa creditoria, segue le regole generali del rito ordinario di cognizione in tema di riparto della competenza per materia e per valore" (Cass., Sez. U, Ordinanza n. 15354 del 22/07/2015, Rv. 635989 - 01, decisione relativa al fermo amministrativo di beni mobili registrati, ma che si pone in linea di continuità con Cass., Sez. U, Sentenza n. 19667 del 18/09/2014, Rv. 632587 - 01, la quale aveva in precedenza espressamente affermato che "l'iscrizione ipotecaria prevista dall'art. 77 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 non costituisce atto dell'espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all'esecuzione forzata vera e propria").

Il principio di diritto sopra enunciato è dunque certamente applicabile, oltre che al fermo amministrativo di beni mobili registrati, anche all'ipoteca esattoriale di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77: esso comporta necessariamente che tutte le azioni volte ad ottenere la dichiarazione di nullità dell'iscrizione ipotecaria (e/o dell'iscrizione del fermo), che si assume operata dall'agente della riscossione in mancanza dei relativi presupposti, non possono essere qualificate come opposizioni agli atti esecutivi ai sensi dell'art. 617 c.p.c., e, costituendo ordinarie azioni di accertamento negativo, non possono ritenersi assoggettate a termini perentori di decadenza per la loro proposizione.

La domanda avanzata dal R. non avrebbe potuto essere dichiarata inammissibile solo perchè proposta oltre il termine di cui all'art. 617 c.p.c., come nella sostanza denuncia lo stesso ricorrente nel ricorso (pur se invocando la qualificazione della sua domanda come opposizione all'esecuzione ai sensi dell'art. 615 c.p.c.).

La sentenza impugnata va pertanto cassata, affinchè in sede di rinvio si proceda ad un nuovo esame della fattispecie, alla luce del principio di diritto sopra esposto.

2. Il ricorso è accolto.

La sentenza impugnata è cassata in relazione, con rinvio al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte:

- accoglie il ricorso e per l'effetto cassa la sentenza impugnata, con rinvio al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 23 aprile 2018.

Depositato in Cancelleria il 7 giugno 2018

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