Cassazione civile Sez. III Ordinanza n. 1556 del 23/01/2018

Lunedi 19 Febbraio 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHIARINI Maria Margherita - Presidente -

Dott. ARMANO Uliana - Consigliere -

Dott. DI FLORIO Antonella - Consigliere -

Dott. OLIVIERI Stefano - Consigliere -

Dott. TATANGELO Augusto - rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al numero 11919 del ruolo generale dell'anno 2016 proposto da:

M.F. (C.F.: (OMISSIS)), titolare dell'impresa individuale M.F. Autotrasporti rappresentato e difeso, giusta procura a margine del ricorso, dall'avvocato Patrizia Fadda (C.F.: FDDPRZ63C45G203Z);

- ricorrente -

nei confronti di:

T.G. (C.F.: (OMISSIS)), rappresentato e difeso, giusta procura in calce al controricorso, dall'avvocato Stefano Carboni (C.F.: CRBSFN68H21A192S);

- controricorrente -

per la cassazione della sentenza della Corte di Appello di Cagliari - Sezione Distaccata di Sassari n. 159/2015, depositata in data 3 aprile 2015;

udita la relazione sulla causa svolta alla Camera di consiglio del 7 novembre 2017 dal Consigliere Dott. Augusto Tatangelo.

Svolgimento del processo

M.F. ha ottenuto decreto ingiuntivo per un importo di Lire 11.153.000 nei confronti di T.G..

L'opposizione del T. è stata accolta dal Tribunale di Sassari, Sezione distaccata di Alghero.

La Corte di Appello di Cagliari - Sezione Distaccata di Sassari, ha dichiarato inammissibile l'appello proposto dal M., il quale ricorre, sulla base di un unico motivo.

Resiste con controricorso il T..

Il ricorso è stato trattato in Camera di consiglio, in applicazione dell'art. 375 c.p.c. e art. 380-bis c.p.c., comma 1.

Il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore generale Dott. Alessandro Pepe, ha depositato conclusioni scritte ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., comma 1, chiedendo, in via preliminare, la rimessione degli atti al Primo Presidente della Corte di Cassazione perchè voglia valutare, ai sensi dell'art. 374 c.p.c., comma 2, di disporre che la Corte pronunci a Sezioni Unite e comunque, nel merito, l'accoglimento del ricorso, con conseguente annullamento della gravata sentenza e rinvio degli atti ad altra sezione della Corte di Appello di Cagliari.

Il collegio ha disposto che sia redatta motivazione in forma semplificata.

Motivi della decisione

1. Con l'unico motivo del ricorso si denunzia "violazione e/o falsa applicazione degli artt. 164, 163 c.p.c., in relazione agli artt. 342 e 359 c.p.c., il tutto in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3".

Il ricorso è fondato.

La corte di appello ha ritenuto sostanzialmente inapplicabile al giudizio di appello l'art. 164 c.p.c., comma 2, nella parte in cui prevede che la nullità della citazione per vizi della cd vocatio in ius, in mancanza di costituzione del convenuto, impone l'assegnazione da parte del giudice di un termine per la sua rinnovazione, eseguita la quale resta sanato il vizio e "gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione", affermando invece il contrario principio per cui l'omessa indicazione, nella copia notificata dell'atto di citazione in appello, della data dell'udienza di comparizione produce l'inammissibilità del gravame ed il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, trattandosi di nullità non suscettibile di sanatoria poichè ricollegata all'assenza di un elemento necessariamente richiesto dall'art. 342 c.p.c..

Ha richiamato a sostegno di tale affermazione un unico precedente (Cass., Sez. 1, Sentenza n. 18868 del 08/09/2014, Rv. 632084-01), riguardante però una fattispecie regolata da diverse disposizioni, in quanto riferibile ad una controversia iniziata nel 1992 ed alla quale quindi si applicava il testo dell'art. 164 c.p.c., nella formulazione anteriore alle modifiche operate, a far data dal 30 aprile 1995, dalla L. n. 353 del 1990, art. 9 e in cui mancava la previsione della sanatoria con effetti ex tunc della citazione nulla per vizio della cd. vocatio in ius in seguito alla sua rinnovazione (e altrettanto è a dirsi per l'altro precedente a sua volta richiamato nella sentenza n. 18868 del 2014, e cioè Cass., Sez. U, Sentenza n. 16 del 29/01/2000, Rv. 533632-01, nonchè per i successivi conformi).

Con riguardo alla attuale formulazione dell'art. 164 c.p.c. (senz'altro applicabile nella fattispecie, essendo la causa iniziata nel 2000), la giurisprudenza di questa Corte, dopo alcune iniziali oscillazioni, è ormai consolidata nell'affermare che all'atto introduttivo del giudizio di appello la suddetta disposizione sia integralmente applicabile, ivi inclusi i commi 2 e 3, in base ai quali i vizi attinenti alla cd. vocatio in ius sono sanati, con effetti ex tunc, sia dalla costituzione del convenuto sia, in mancanza di tale costituzione, dalla rinnovazione della citazione nel termine perentorio che il giudice deve all'uopo assegnare (ex multis: Cass., Sez. 2, Sentenza n. 16877 del 31/07/2007, Rv. 599343-01; Sez. 3, Sentenza n. 17474 del 09/08/2007, Rv. 599133-01; Sez. 1, Sentenza n. 17951 del 01/07/2008, Rv. 604115-01; Sez. L, Sentenza n. 2683 del 04/02/2009, Rv. 606454-01; Sez. 3, Ordinanza n. 22024 del 16/10/2009, Rv. 610313-01; Sez. 5, Sentenza n. 776 del 14/01/2011, Rv. 616293-01; Sez. 5, Sentenza n. 8177 del 11/04/2011, Rv. 617616-01; Sez. 6-5, Ordinanza n. 5341 del 03/04/2012, Rv. 621857-01; Sez. 3, Sentenza n. 11136 del 10/05/2013, Rv. 626711-01; Sez. 5, Ordinanza n. 384 del 10/01/2013, Rv. 624698-01; Sez. 6-5, Ordinanza n. 16070 del 14/07/2014, Rv. 632122-01; Sez. 3, Sentenza n. 24993 del 25/11/2014, Rv. 633284-01; l'unico precedente contrario effettivamente in termini risulta essere quello richiamato dal P.G., e cioè Cass., Sez. 3, Sentenza n. 3809 del 25/02/2004, Rv. 570539-01, che però, trattandosi di decisione ormai remota e superata da una univoca e consolidata giurisprudenza successiva, in mancanza di ulteriori contrasti, non giustifica ad avviso del collegio la rimessione del ricorso alle Sezioni Unite di questa Corte, come richiesto dallo stesso P.G.).

Nella specie, essendo stato ravvisato un vizio della cd. vocatio in ius dell'atto di citazione in appello (per la mancata indicazione della data di udienza), ed essendo stato correttamente assegnato un termine per la sua rinnovazione, avvenuta regolarmente e tempestivamente (la circostanza non è neanche in discussione), la corte di appello avrebbe dovuto ritenere sanato il vizio con effetti ex tunc, e decidere la controversia nel merito.

La sentenza impugnata va quindi cassata affinchè vi si provveda in sede di rinvio.

2. Il ricorso è accolto.

La sentenza impugnata è cassata, con rinvio alla Corte di Appello di Cagliari - Sezione Distaccata di Sassari, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte:

- accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata, con rinvio alla Corte di Appello di Cagliari - Sezione Distaccata di Sassari, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 7 novembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 23 gennaio 2018

 

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