Bonus mobili ed elettrodomestici. Ristrutturazioni abitazioni

Bonus mobili ed elettrodomestici. Ristrutturazioni abitazioni
Martedi 1 Ottobre 2019

Il bonus per mobili ed elettrodomestici consiste nella possibilità di indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, ovvero di detrarre dai redditi il 50% del costo sostenuto per l’acquisto.

Si può usufruire della detrazione IRPEF del 50% della spesa per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, per i forni classe A, solamente se l’acquisto di tali beni sono destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Una precisazione, confermata dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, per l’arredo dell’immobile: la detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Per ottenere il bonus mobili e grandi elettrodomestici è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Questo non significa che le spese di ristrutturazione debbano essere sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile, il punto fermo, comunque, è la data di inizio dei lavori di ristrutturazione.

Provare che la data di inizio dei lavori è anteriore alle spese per mobili e arredi lo si può dimostrare con la comunicazione di inizio lavori da inviare all’ufficio tecnico del Comune e quando non è necessaria è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

L’agevolazione è possibile sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali, oggetto di ristrutturazione edilizia.

Per gli interventi sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti comuni. Ovviamente, per questi interventi, non spetta il bonus arredi per la propria abitazione.

Dal 2018 è necessario comunicare all’Enea tutti gli acquisti elettrodomestici per i quali si chiede i bonus come: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici. Tutte le informazioni sull’invio della comunicazione sono disponibili sulla GUIDA pratica del sito ENEA.

Sul sito ENEA è possibile leggere l’elenco degli interventi edilizi e tecnologici, per i quali sussiste l’obbligo di comunicazione.

La mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019).

Il bonus spetta per i seguenti interventi edilizi:

– Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni).

Per i mobili e arredi si elencano a mo’ di esempio:

– Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

Per i grandi elettrodomestici:

Frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Rientrano tra le spese anche quelle per il trasporto e montaggio di beni acquistati.

Per riprendere l’aspetto dei vantaggi fiscali per i mobili e grandi elettrodomestici, si precisa che l’importo della spesa si può detrarre nella misura del 50%, in 10 quote annuali di pari importo. Il calcolo lo si effettua sull’importo massimo di € 10.000 e riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Per gli interventi che riguardano il recupero del patrimonio edilizio va tenuto presente che, per effetto delle proroghe, la percentuale di detrazione è stata confermata al 50% per un importo di spesa massimo € 96.000 per tutto il 2019.

Ad oggi non è dato sapere se la detrazione verrà confermata nella stessa misura. Nel caso non venisse ulteriormente prorogata, dal 1° gennaio 2020 si potrà detrarre il vecchio limite, stabilito nella misura del 36%, con il massimale di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.

Per i lavori effettuati è possibile usufruire delle seguenti detrazioni:

– 50% delle spese sostenute (da pagare sempre in maniera tracciata, con bonifici bancari/postali) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Il bonus (50% della spesa sostenuta) va sempre ripartito in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Il contribuente che, pur avendone diritto, non ha usufruito dell’agevolazione in uno o più anni (ad esempio, per incapienza o perché esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi), può beneficiare della detrazione, nei successivi periodi d’imposta, indicando nella dichiarazione di quell’anno, il numero della rata corrispondente.

I benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non si esauriscono con la sola detrazione IRPEF. Si estendono, infatti, anche all’IVA, che è dovuta in misura ridotta al 10%.

Ulteriore vantaggio fiscale è la possibilità di portare in detrazione, dalla dichiarazione dei redditi gli interessi passivi, pagati sui mutui stipulati per la ristrutturazione dell’abitazione principale; così pure per la realizzazione o l’acquisto di posti auto.

Per ulteriori approfondimenti si suggerisce la GUIDA dell’Agenzia delle Entrate, del luglio di quest’anno, con titolo: Ristrutturazioni edilizie; le agevolazioni fiscali.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

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