Cassazione civile Sez. V Ordinanza n. 6524 del 16/03/2018

Mercoledi 21 Marzo 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico - Presidente -

Dott. DE MASI Oronzo - Consigliere -

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa - Consigliere -

Dott. FASANO Anna Maria - Consigliere -

Dott. MONDINI Antonio - rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2648/2013 proposto da:

D.B.A., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall'Avvocato TOMMASO MAGLIONE;

- ricorrente -

contro

EQUITALIA SUD SPA DIREZIONE REGIONALE CAMPANIA, elettivamente domiciliato in ROMA V.LE DELLE MILIZIE 22, presso lo studio dell'avvocato ANDREA DEL VECCHIO, rappresentato e difeso dall'avvocato ANTONIO SCIAUDONE;

- controricorrente -

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

- resistente con atto di costituzione -

avverso la sentenza n. 142/2012 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI, depositata il 18/05/2012;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 22/02/2018 dal Consigliere Dott. ANTONIO MONDINI.

Svolgimento del processo

1. D.B.A. impugnava la cartella esattoriale notificatagli il 15.12.2009, da Equitalia Polis spa per mancato pagamento di Irpef, Iva e Irap relative all'anno 2004, deducendo che il procedimento di notifica della cartella non appariva completo, che la cartella era da considerarsi nulla perchè non preceduta dalla notifica di alcun avviso di accertamento, che l'avviso era invalido e che il credito impositivo era prescritto.

2. L'adita commissione tributaria provinciale di Caserta rigettava l'impugnazione.

3. La commissione tributaria regionale della Campania, decidendo sull'appello proposto dal contribuente, con sentenza n. 142/51/12, depositata il 18 maggio 2012, confermava la pronuncia di primo grado; la commissione osservava che la nullità della notifica della cartella, quand'anche fosse stato effettivamente accertato il difetto formale che, secondo il D.B., ne sarebbe stato la causa, risultava sanata dalla tempestiva proposizione del ricorso e che la notifica dell'avviso di accertamento ai sensidell'art. 140 c.p.c., risultava, "dalla documentazione in atti", essersi perfezionata per compiuta giacenza a seguito "di invio della raccomandata n. (OMISSIS), consegnata il 25.11.08"; la commissione riteneva infine che, stante la mancata impugnazione e la conseguente definitività dell'avviso, ogni questione relativa al merito delle pretese tributarie era da rigettare.

4. D.B. ricorre per la cassazione della sentenza della commissione tributaria regionale, sulla base di due motivi illustrati con memoria.

5. Equitalia Sud si è difesa con controricorso.

6. L'Agenzia delle Entrate non ha svolto difese.

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo di ricorso, D.B. deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, artt. 137, 156, 160 c.p.c., nonchè omessa motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio, costituito dalla notifica della cartella di pagamento, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, lamentando che la commissione tributaria regionale, da un lato, aveva ritenuto applicabili gli articoli del codice di rito sulla sanatoria della notifica degli atti processuali alla notifica di un atto amministrativo, dall'altro lato, aveva omesso di motivare sia sul fatto in sè della notifica sia sulla dedotta ragione di nullità della notifica, consistente nell'avere, il messo notificatore, tralasciato di far firmare al consegnatario la copia della cartella.

2. Con il secondo motivo di ricorso, il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, artt. 137 e segg., art. 140 c.p.c., art. 2967 c.c., nonchè omessa motivazione sulla circostanza, controversa e decisiva per il giudizio, costituita dalla notifica dell'avviso di accertamento, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

2.1. Specifica il D.B. in proposito che l'unico documento agli atti relativo alla consegna della raccomandata richiesta ai sensi dell'art. 140 c.p.c., ove la consegna dell'atto da notificare sia risultata impossibile, era una copia dell'estratto del sito internet di Poste Italiane, prodotta dalla Equitalia Sud in primo grado, e che tale estratto non poteva essere considerato idoneo a provare la circostanza in questione, che la commissione, nel ritenere raggiunta la prova del perfezionamento della notifica, aveva o commesso una violazione o falsa applicazione delle richiamate norme di legge laddove, con l'espressione "dalla documentazione agli atti" avesse inteso riferirsi a quell'estratto, oppure aveva omesso di precisare a quale altra documentazione agli atti avesse inteso riferirsi e quindi aveva omesso di dare conto di come era giunta alla suddetta conclusione.

3. Il primo motivo di ricorso è infondato:

3.1. la commissione tributaria regionale della Campania ha, con puntuale motivazione, prestato ossequio alla legge e agli insegnamenti di questa Corte, la quale ha affermato che "la nullità della notifica della cartella esattoriale... è suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo ai sensi degli artt. 156 e 160 c.p.c., atteso l'espresso richiamo, operato dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, alle norme sulle notificazioni del codice di rito" (Cass. 384/2016; 1238/2014) e, più in generale, che "la notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento dell'atto d'imposizione fiscale, sicchè la sua nullità è sanata, a norma dell'art. 156 c.p.c., comma 2, per effetto del raggiungimento dello scopo, desumibile anche dalla tempestiva impugnazione" (Cass. 18480/2016).

4. Il secondo motivo di ricorso è fondato per la parte in cui la ricorrente vi lamenta il difetto di motivazione della sentenza:

4.1 nella motivazione non è specificato da quale "documentazione agli atti", che non sia l'estratto del sito internet di Poste Italiane, riprodotto a pagina 20 del ricorso ed inidoneo (Cass., sez. 6-5, n. 25285/2014) a dimostrare la ricezione della raccomandata con avviso di ricevimento, richiesta dalla parte finale dell'art. 140 c.p.c., sia stata tratta la conclusione che la raccomandata è stata ricevuta il 25.11.2008.

5. Il motivo deve pertanto essere accolto.

6. La sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio alla commissione tributaria regionale della Campania, in altra composizione, perchè motivi sul ritenuto perfezionamento della notifica dell'avviso di accertamento.

7. La commissione dovrà decidere anche delle spese.

P.Q.M.

La Corte, rigetta il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla commissione tributaria regionale della Campania, in altra composizione.

Così deciso in Roma, il 22 febbraio 2018.

Depositato in Cancelleria il 16 marzo 2018

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