Cassazione civile Sez. VI - 3 Ordinanza n. 28902 del 01/12/2017

Mercoledi 6 Dicembre 2017

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide - Presidente -

Dott. FRASCA Raffaele - Consigliere -

Dott. OLIVIERI Stefano - Consigliere -

Dott. SCRIMA Antonietta - Consigliere -

Dott. D’ARRIGO Cosimo - rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12729-2016 proposto da:

V.R., elettivamente domiciliata in Roma, via Capodimonte, 14, presso lo studio dell'avvocato Walter Melorio, rappresentata e difesa dagli avvocati Aniello Melorio e Francesco Procaccini;

- ricorrente -

contro

Condominio (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore;

- intimato -

avverso la sentenza n. 379/2016 del Tribunale di Napoli, depositata il 14 gennaio 2016, letta la proposta formulata dal Consigliere relatore ai sensi degli artt. 376 e 380-bis cod. proc. civ.;

letto il ricorso;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 25 maggio 2017 dal consigliere Dott. Cosimo D'Arrigo.

Svolgimento del processo

V.R. ha agito in giudizio nei confronti del Condominio di (OMISSIS), chiedendo il risarcimento dei danni patiti a causa di infiltrazioni di umidità. Nella contumacia del Condominio convenuto, il giudice di pace di Napoli accoglieva la domanda.

Su appello del Condominio, che asseriva di aver conosciuto della pendenza del giudizio solamente al momento della notifica della sentenza di primo grado, il Tribunale di Napoli, in funzione di giudice d'appello, ha ritenuto nulla la notifica effettuata al portiere del Condominio, identificato con le generalità e quale "addetto alla ricezione". Ha altresì rilevato che il portiere non risultava incaricato della ricezione della corrispondenza, difettando nella specie la prova di un'apposita delega (come prevista dal relativo CCNL). Ha quindi disposto la restituzione degli atti al giudice di primo grado, ai sensi dell'art. 354 c.p.c..

Contro tale decisione la V. ha proposto ricorso per tre motivi. Il Condiminio non ha svolto attività difensiva.

Il consigliere relatore, ritenuta la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 380-bis c.p.c., ha relazionato proponendo la trattazione del ricorso in camera di consiglio non partecipata.

Motivi della decisione

La motivazione del presente provvedimento può essere redatta in forma semplificata.

Con il primo motivo, la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 148 e 160 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Con il secondo motivo si deduce nuovamente la violazione degli art. 148 e 160 c.p.c., ma questa volta in relazione all'art. 19, lett. m), del CCNL per i dipendenti da proprietari di fabbricati del 21 aprile 2008.

I due motivi, strettamente connessi, possono essere esaminati congiuntamente e sono fondati.

Anzitutto, deducendosi la violazione di norme che comportano nullità processuali, entrambi i motivo (vanno riqualificati e ascritti al paradigma di cui all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.

Ciò posto, va rilevato che la decisione impugnata si pone in contrasto con il consolidato orientamento di questa Corte, secondo cui, nell'ipotesi in cui il portiere di un condominio riceva la notifica della copia di un atto qualificandosi come "incaricato al ritiro", senza alcun riferimento alle funzioni connesse all'incarico afferente al portierato, ricorre la presunzione legale della qualità dichiarata, la quale, per essere vinta, abbisogna di rigorosa prova contraria da parte del destinatario, in difetto della quale deve applicarsi il comma 2 (e non il quarto) dell'art. 139 cod. proc. civ. (Sez. 3, Sentenza n. 18492 del 26/10/2012, Rv. 624322; Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 5220 del 05/03/2014, Rv. 630202).

Consegue che il giudice d'appello ha errato nel ritenere la nullità della notificazione effettuata a mani del portiere del Condominio, ritenendo che per poterlo validamente ritenere quale "addetto alla ricezione" fosse necessaria la prova di un'apposita delega.

I primi due motivi di ricorso sono, dunque, fondati e, in relazione agli stessi, la decisione impugnata deve essere cassata con rinvio al Tribunale di Napoli, in funzione di giudice d'appello, che procederà all'esame nel merito dell'impugnativa proposta dal Condominio.

La cassazione della sentenza impugnata determina l'assorbimento del terzo motivo, relativo alle spese del giudizio d'appello.

P.Q.M.

accoglie il primo e il secondo motivo di ricorso, dichiara assorbito il terzo motivo, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia al Tribunale di Napoli, in persona di diverso magistrato, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 1 dicembre 2017

Vota l'articolo:
0 / 5 (0voti)

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter


Aggiungi al tuo sito i box con le notizie
Prendi il Codice





Sito ideato dall' Avvocato Andreani - Ordine degli Avvocati di Massa Carrara - Partita IVA: 00665830451
Pagina generata in 0.024 secondi