Cassazione civile Sez. I 08/01/2019 n. 210

Venerdi 1 Marzo 2019

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIDONE Antonio - Presidente

Dott. PAZZI Alberto - Consigliere

Dott. VELLA Paola - Consigliere

Dott. FALABELLA Massimo - Consigliere

Dott. CAMPESE Eduardo - rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 16731/2016 r.g. proposto da:

(OMISSIS), (cod. fisc. (OMISSIS)) ed (OMISSIS) (cod. fisc. (OMISSIS)), rappresentati e difesi, giusta procura speciale apposta in calce al ricorso, dall'Avvocato Prof. (OMISSIS), presso il cui studio elettivamente domiciliano in (OMISSIS);

- ricorrente -

contro

(OMISSIS) S.R.L., in concordato preventivo (cod. fisc. (OMISSIS)), in persona del liquidatore giudiziale, Avv. (OMISSIS), rappresentata e difesa, giusta procura speciale apposta in calce al controricorso, dall'Avvocato (OMISSIS), presso il cui studio elettivamente domicilia in (OMISSIS);

- controricorrente -

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 20/11/2018 dal Consigliere Dott. Eduardo Campese;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Stanislao De Matteis, che ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

1. (OMISSIS) ed (OMISSIS) ricorrono per cassazione avverso l'ordinanza ex articolo 702-ter c.p.c., comma 5, del Tribunale di Roma, del 10 giugno 2016, reiettiva delle loro domande di condanna della (OMISSIS) s.r.l. in concordato preventivo al pagamento di compensi professionali.

1.1. Quel tribunale ritenne pacifico che i crediti invocati fossero sorti dopo il decreto di omologa del concordato, sicche' le pretese ad essi afferenti dovevano rivolgersi nei confronti della (OMISSIS) s.r.l., che, peraltro, aveva conferito i corrispondenti incarichi, e non della procedura concordataria.

2. I ricorrenti articolano le doglianze in quattro motivi:

1) "Nullita' della sentenza in relazione alla composizione monocratica, e non collegiale, del giudice (articol360 c.p.c., comma 1, n. 4); violazione e falsa applicazione della L. n. 794 del 1942, articoli 28, 29 e 30, Decreto Legislativo n. 150 del 2011, articolo 14 e articolo 50-bis c.p.c. (articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3)", per avere il tribunale deciso in composizione monocratica, invece che collegiale, il procedimento riguardante la liquidazione di compensi di avvocato;

2) "Violazione e falsa applicazione della L. Fall., articoli 111, 161 e 163 (articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3)", per aver il giudice negato la prededucibilita' ai compensi invocati non essendo seguito al concordato un fallimento;

3) "Violazione e falsa applicazione della L. Fall., articoli 111, 180, 181, 182 e 185 (articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3)", per essere stati erroneamente esclusi i crediti dei ricorrenti dai debiti della procedura, benche' maturati nella sua fase esecutiva;

4) "Violazione e falsa applicazione dell'articol24 Cost., articoli 2222 e 2223 c.c., nonche' L. Fall., articoli 108, 111, 180, 181, 182 e 185 (articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3)", per essere stata negata la pertinenza alla procedura dei crediti dei professionisti, benche' funzionali all'esperimento della sospensione della vendita da parte del debitore di cui alla L. Fall., articolo 108.

2.1. La (OMISSIS) s.r.l. in concordato preventivo, in persona del suo liquidatore giudiziale, resiste con controricorso. Entrambe le parti hanno depositato memoria ex articolo 380-bis.1 c.p.c..

3. Il ricorso e' inammissibile.

3.1. Invero, dal provvedimento oggi impugnato e dai contrapposti atti introduttivi delle parti, emerge, pacificamente, che (OMISSIS), successivamente all'avvenuta omologazione, risalente al 4/10 dicembre 2014, del concordato preventivo domandato dalla (OMISSIS) s.r.l., chiese al Tribunale di Roma di accertare, nei confronti della procedura concordataria, il proprio diritto al compenso per l'attivita' svolta in favore della (OMISSIS) s.r.l., da cui dichiaro' di aver ricevuto il corrispondente incarico professionale, in relazione ad un'istanza L. Fall., ex articolo108, presentata il 21 gennaio 2015, volta ad ottenere la sospensione della procedura competitiva per la vendita di un complesso immobiliare prevista nella relativa proposta concordataria con cessione dei beni. Domando', inoltre, la condanna della medesima procedura, in persona del suo liquidatore giudiziale, al pagamento, per la suddetta causale, nonche' per l'attivita' ulteriormente svolta meglio descritta nel corrispondente avviso di parcella, della "complessiva somma di Euro 126.889,43, oltre accessori ed interessi dal di' del dovuto fino all'effettivo pagamento, quale credito privilegiato ai sensi del combinato disposto dell'articolo 2751-bis c.c. e L: Fall., articolo 111....".

3.1.1. Il provvedimento predetto, poi, benche' dia atto dell'avvenuta fissazione dell'udienza di comparizione delle parti, alcunche' specifica se la stessa dovesse svolgersi innanzi ad un giudice monocratico o collegiale (cfr. pag. 3 dell'ordinanza impugnata).

3.1.2. Il (OMISSIS), infine, ha oggi espressamente riferito (cfr. pag. 2 del ricorso) di aver intrapreso il suddetto procedimento innanzi al tribunale capitolino mediante "ricorso ex articolo 702-bis c.p.c. del 16.11.2015" (non, quindi, del Decreto Legislativo n. 150 del 2011, ex articolo 14), e che, all'esito della costituzione del liquidatore giudiziale convenuto, quel tribunale, in composizione monocratica, aveva deciso la controversia, nella quale era intervenuta (OMISSIS) spiegando una domanda affatto analoga a quella del primo, rigettando le rispettive richieste.

3.2. Da quanto detto, dunque, appare ragionevole ritenere che l'odierno ricorrente aziono' la sua pretesa avvalendosi del procedimento sommario ordinario di cui agli articoli 702-bis c.p.c. e segg. (da trattarsi e decidersi, pertanto, in composizione monocratica), piuttosto che del rito sommario speciale di cui al Decreto Legislativo n. 150 del 2011, articolo 14 (il cui comma 2, ultimo periodo, impone la decisione, ma non la trattazione, collegiale, peraltro in modo non diverso da quanto avviene sempre per le controversie di competenza collegiale di quel giudice), benche' quest'ultimo, alla stregua della piu' recente giurisprudenza di questa Suprema Corte, anche a Sezioni Unite, sia ormai utilizzabile anche in presenza di contestazioni relative all'esistenza del rapporto professionale dedotto o, in genere, all'an debeatur (cfr. Cass. n. 4002 del 2006; Cass. n. 12411 del 2017; Cass. SU, n. 4485 del 2018).

3.2.1. Nemmeno risulta allegato dalle parti che, in corso di causa, fosse stata sollevata, davanti al tribunale romano, una specifica questione in ordine al rito ab origine prescelto dal (OMISSIS), sicche' non puo' oggi consentirsi a quest'ultimo, ivi rimasto soccombente nel merito, di invocarne l'erroneita', lamentando, per conseguenza, il vizio di costituzione del giudice, allo scopo di conseguire l'utilita' discendente dal ripensamento secundum eventum.

3.2.2. L'essere stato trattato il giudizio come procedimento ai sensi degli articoli 702-bis c.p.c. e segg., comporta, allora, che la decisione ivi resa, ed oggi impugnata, debba intendersi adottata secondo la disciplina dello stesso, da cio' derivandone l'inammissibilita' dell'odierno ricorso per cassazione perche' proposto per saltum senza accordo (cfr. Cass. n. 12165 del 2011) avverso un provvedimento impugnabile con l'appello ai sensi dell'articolo 702-quater c.p.c.. Giova, del resto, ricordare che, ove una controversia sia stata erroneamente trattata in primo grado con un determinato rito, anziche' con quello specificamente per essa previsto, le forme del rito concretamente adottato devono essere seguite anche per la proposizione dell'impugnazione avverso il provvedimento che l'ha decisa. Tanto, in ossequio al principio della ultrattivita' del rito, che - quale specificazione del piu' generale principio per cui l'individuazione del mezzo di impugnazione esperibile deve avvenire in base al principio dell'apparenza, cioe' con riguardo esclusivo alla qualificazione, anche implicita, dell'azione e del provvedimento compiuta dal giudice - trova specifico fondamento nel fatto che il mutamento del rito con cui il processo e' erroneamente iniziato compete esclusivamente al giudice (cfr., ex aliis, Cass. n. 20705 del 2018; Cass. n. 23052 del 2017; Cass. n. 25553 del 2016; Cass. n. 15897 del 2014; Cass. n. 15272 del 2014; Cass. 12290 del 2011; Cass. n. 682 del 2005).

4. Il ricorso, dunque, va dichiarato inammissibile, restando le spese del giudizio di legittimita' a carico dei ricorrenti soccombenti, in solido tra loro, e dandosi atto, altresi', - in assenza di ogni discrezionalita' al riguardo (cfr. Cass. n. 5955 del 2014; Cass., S.U., n. 24245 del 2015; Cass., S.U., n. 15279 del 2017) - della sussistenza dei presupposti per l'applicazione del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 17 (applicabile ratione temporis, essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione: norma in forza della quale il giudice dell'impugnazione e' vincolato, pronunziando il provvedimento che definisce quest'ultima, a dare atto della sussistenza dei presupposti (rigetto integrale o inammissibilita' o improcedibilita' dell'impugnazione) per il versamento, da parte degli impugnanti soccombenti, in solido tra loro, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione proposta.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso, e condanna il (OMISSIS) e la (OMISSIS), in solido tra loro, al pagamento delle spese del giudizio di legittimita', che liquida in Euro 7.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, ed agli accessori di legge.

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, articolo 1, comma 17, da' atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei medesimi ricorrenti, in via solidale, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, giusta dello stesso articolo 13, comma 1-bis.

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