Pubblicato l'indice Istat di dicembre 2025

A cura della Redazione.
Venerdi 16 Gennaio 2026

L'indice Istat FOI di dicembre 2025 (dato definitivo) cresce dello 0,2% rispetto al mese precedente e raggiunge quota 121,5.

Ricordiamo che l'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato ad esempio per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni previste dalla legge.

La crescita media dei prezzi al consumo per il 2025 è stata pari all’1,5% rispetto all’anno precedente, un dato questo che risulta superiore alla media del 2024 (+1,0%).

Ancora una volta protagonisti del rialzo dei prezzi sono i beni energetici (+16,2% quelli regolamentati) e i beni alimentari con particolare riguardo agli alimentari non lavorati che crescono del +3,4% rispetto allo scorso anno.

Le percentuali da utilizzare per l'adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e non come semplice differenza algebrica degli indici, risultano le seguenti:

  • 0,825% per le rivalutazioni al 75%
  • 1,1% per le rivalutazioni al 100%.

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 121,5
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,2
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +1,1
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+2,2

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

L'indice FOI di gennaio sarà pubblicato dall'ISTAT il

23 febbraio 2026.


Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che lo utilizzano.

Ricordiamo ancora una volta che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l'adeguamento del canone di locazione, è errato calcolare la differenza degli indici ma bisogna invece determinare la variazione percentuale dell'indice di quest'anno rispetto allo stesso mese dello scorso anno, operazione che le nostre applicazioni eseguono automaticamente eliminando ogni possibilità di errore.

Il calcolo della variazione percentuale degli indici richiede alcuni passaggi in più rispetto alla semplice differenza algebrica. Se desideri approfondire l'argomento consulta questa pagina.

Ecco tutte le nostre applicazioni che fanno uso dell'indice Istat FOI:

Nota sull'aggiornamento dell'Indice FOI

L'Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un'indicazione sull'andamento dell'indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).

E' bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all'indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell'Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.

L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell'Istat, generalmente dopo le 10.

Titoli di Stato

Per quanto riguarda i titoli a breve termine segnialiamo un leggero aumento per i BOT che fanno segnare un tasso lordo medio del 2,18% e del rendistato che sale dal 2,97% al 3,08%.

Per calcolare i rendimenti dei BOT in base al prezzo di acquisto e alla durata è disponibile questa applicazione.

Ricordiamo infine che il rendistato è il rendimento medio lordo mensile dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa Italiana e si utilizza generalmente per il calcolo del maggior danno.

Comunicato ISTAT

Nel mese di dicembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% (+1,0% nel 2024). L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2,0% nell’anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024). P

La lieve accelerazione dell’inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e dei Servizi Vari (da +2,0% a +2,2%). Rallentano invece i prezzi dei Beni non durevoli (da +1,0% a +0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%), mentre si accentua il calo di quelli degli Energetici regolamentati (da -3,2% a -5,2%).

Nel mese di dicembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,7%; quella al netto dei soli beni energetici accelera di poco (da +1,7% a +1,8%).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenziano a dicembre un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +1,5% a +1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,0% a +2,2%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,1% anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% rispetto a dicembre 2024 (da +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare. La variazione media annua nel 2025 è pari a +1,7% (+1,1% nel 2024).

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,1% su dicembre 2024. In media d’anno, la crescita dell’indice FOI, al netto dei tabacchi, è pari a +1,4% (era +0,8% nel 2024). Nel 2025, l’inflazione, misurata dall’IPCA, è pari a +1,7%, sia per le famiglie con più bassi livelli di spesa sia per quelle con spesa più elevata.

Il commento

A dicembre l’inflazione sale a +1,2%, tornando al livello di ottobre. Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione rispetto al dato registrato nel 2024 (+1,0%). Sull’andamento dell’inflazione media annua pesa la dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+16,2% da -0,2% del 2024), degli Energetici non regolamentati (-3,8% da -11,3%) e quella dei Beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%). Rallenta, seppure lievemente, l’inflazione di fondo che nel 2025 si attesta a +1,9% (da +2,0% del 2024).


Pagina generata in 0.006 secondi