Pubblicato l'indice Istat di agosto 2026

A cura della Redazione.

Nuovo aumento dell'indice FOI. Non si arresta la corsa dei prezzi dei beni energetici con l'inflazione che tocca i massimi da tre anni.

Mercoledi 16 Settembre 2026

L'indice Istat FOI del mese di agosto 2026 (dato definitivo) aumenta ancora toccando quota 103,7 con un incremento dello 0,6% su base mensile e del 3,4% su base annua.

L'indice FOI è l'indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell'assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni annuali o periodiche previste dalla legge.

Si ricorda che a partire da gennaio 2026, l'Istat ha introdotto la nuova base di calcolo e che pertanto i valori dell'indice hanno ricominciato a crescere dal valore 100. Per questo motivo gli indici attuali risultano più bassi in valore assoluto rispetto a quelli degli anni precedenti e quindi, per ottenere un indice omogeneo confrontabile nel tempo, bisogna utilizzare i coefficienti di raccordo pubblicati dall'Istat.

Le nuove percentuali da utilizzare per l'adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale dell'indice rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, sono le seguenti:

  • 2,55 % per le rivalutazioni al 75%
  • 3,4 % per le rivalutazioni al 100%.

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 103,7
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,6
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente +3,4
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+4,8

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

L'indice FOI di settembre sarà pubblicato dall'ISTAT il

16 ottobre 2026.


Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che ne fanno uso.

Ricordiamo che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l'adeguamento del canone di locazione, non bisogna calcolare la differenza degli indici ma è necessario determinare quanto è variato in percentuale l'indice FOI di quest'anno rispetto all'indice FOI dell'anno scorso, tenendo conto del coefficiente di raccordo per il cambio base.

Per approfondire il metodo di calcolo della variazione precentuale dell'indice consulta questa pagina.

Ecco tutte le nostre applicazioni che fanno uso dell'indice Istat FOI:

Nota sull'aggiornamento dell'Indice FOI

L'Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un'indicazione sull'andamento dell'indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).

E' bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all'indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell'Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.

L'aggiornamento dell'indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l'Istat pubblica il valore dell'indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell'Istat, generalmente dopo le 10.

Titoli di Stato

Per quanto riguarda i principali titolo di stato si segnala una lieve tendenza al rialzo sia per i BOT (2,8% dal 2,7%) che per il RENDISTATO (3,61% dal 3,43%).

Ricordiamo che il rendistato è il rendimento medio lordo mensile dei BTP con vita residua superiore ad un anno quotati alla Borsa Italiana e si utilizza generalmente per il calcolo del maggior danno.

L'aumento dei rendimenti anticipa per così dire il recente rialzo del tasso di interesse di riferimento da parte della BCE di 0,25 punti base, attualmente al 2,50%, per tentare di bloccare le spinte inflazionistiche provocate in larga parte dai conflitti internazionali che stanno avendo pesanti conseguenze sulla produzione dei carburanti e sul prezzo del greggio.

Comunicato ISTAT

Nel mese di agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua (da +2,9% di luglio), confermando la stima preliminare.

L’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).

Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,6% a +1,5%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).

Nel settore dei beni i prezzi evidenziano un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +3,2% a +4,1%), a cui si contrappone il rallentamento di quello dei prezzi dei servizi (da +2,7% a +2,4%). Si amplia il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, che passa da -0,5 a -1,7 punti percentuali.

La variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1,0% a +0,9%), mentre quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3,0%) e non regolamentati (+2,9%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3%) e dei Beni durevoli (+0,5%).

L’inflazione media del 2026 acquisita ad agosto è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +3,2% su base annua (da +2,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +3,4%.


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