Autovelox: casi di illegittimita'

Autovelox: casi di illegittimita'

Le recenti sentenze, nn. 157 e 158 del 2021   del Giudice di Pace di Belluno attestano come  il Giudica ha accolto i ricorsi promossi  contro verbali elevati per violazione dei limiti di velocità ai sensi dell'art. 142, comma 8, C.d.S. stante la mancata omologazione del dispositivo autovelox di rilevazione di velocità.

Lunedi 21 Giugno 2021

Il giudice onorario ritiene che la distinzione tra omologazione e approvazione sia agevolmente individuabile dalla previsione di cui all'art. 142, comma 6, C.d.S., il quale, nel considerare fonti di prova le risultanze di apparecchiature "debitamente omologate" rimanda poi al regolamento di attuazione del codice stesso.

E l'art. 192 reg. att. C.d.S., si legge in sentenza, rende ancor più evidente che trattasi di due procedimenti distinti: anche se la norma non specifica in modo chiaro le singole ipotesi in cui sia richiesto l'uno o l'altro, certo è che non possono considerarsi la stessa cosa, altrimenti non vi sarebbe stata ragione di due differenzi menzioni.

In sostanza, stando a quanto previsto dalla normativa in materia, per il Giudice bellunese l'omologazione ministeriale autorizza la riproduzione in serie del prototipo di un apparecchio appositamente testato in un laboratorio, mentre la semplice approvazione risulta essere un procedimento di tipo semplificato, non richiedendo la comparazione del prototipo con caratteristiche ritenute fondamentali da particolari prescrizioni previste dal regolamento, avente lo scopo di verificare l'efficacia e il corretto funzionamento degli autovelox e la loro rispondenza a determinate caratteristiche tecniche, ovvero, in sostanza, a conferire valore legale di prova alle fotografie scattate e alla velocità rilevata.

In linea generale, "si ricorrerà all'omologazione qualora sia necessario attestare che il prototipo di un determinato apparecchio (autovelox o altro) risponda alle caratteristiche richieste dal regolamento, mentre sarà sufficiente l'approvazione qualora il regolamento non indichi caratteristiche o prescrizioni particolari cui attenersi".

La maggiore importanza dell'omologazione risiede nel fatto che trattasi non solo di un atto amministrativo, ma di una "procedura avente natura squisitamente tecnica finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento da utilizzare".

Tuttavia, nonostante a seconda dei casi si proceda all'omologazione o all'approvazione, "non può essere posto in dubbio che, al fine della verifica dell'osservanza dei limiti di velocità, ex art. 142, c. 6, C.d.S., debbano considerarsi fonti di prova esclusivamente le risultanze di apparecchi debitamente omologati dal Ministero dello Sviluppo Economico"

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