Assicurazioni: pronto il DPR con la tabella unica che dimezza i risarcimenti
Mentre slitta il decreto per il pagamento dei debiti della P.A., il governo Monti, peraltro dimissionario, si appresta a varare un DPR che dimezzerebbe di fatto l’entità dei risarcimenti da infortuni e malasanità, anche nei casi più gravi.
Di Anna Andreani
Assicurazioni: pronto il DPR con la tabella unica che dimezza i risarcimenti
Giovedi 4 Aprile 2013

Il provvedimento sarebbe giustificato, a detta del governo, dalla necessità di individuare un criterio unico per la quantificazione del danno alla persona, analogamente a quanto già previsto dagli art. 138 e 139 del codice delle assicurazioni (DLGS 7 settembre 2005, n. 209) per quanto riguarda il danno biologico di lieve entità.

Ed è proprio per addivenire ad una formulazione unitaria del risarcimento che, nelle more di un intervento normativo in materia, le tabelle del Tribunale di Milano sono state indicate dalla Corte di Cassazione come le più idonee per costituire il riferimento unico a livello nazionale per la quantificazione del danno non patrimoniale (v. articolo pubblicato).

Il Tribunale di Milano aveva già recepito nel 2009 i nuovi orientamenti proponendo la c.d. liquidazione unitaria del danno, che comprendeva quanto risarcito in precedenza come danno biologico standard e come danno morale e garantendo nel contempo un livello minimo di personalizzazione, necessario per una più equa valutazione.

 

E' bastato però che il Tribunale di Milano adeguasse le sue tabelle al costo della vita (erano ferme al 2011) per scatenare le “preoccupazioni” di molte compagnie di assicurazione, preoccupazioni che, sulla base degli utili conseguiti nell’ultimo anno, risultano in molti casi infondate.

 

Con la nuova tabella unica prevista dal nuovo DPR sembra che l’entità del risarcimento sia addirittura dimezzata, e non è chiaro se resterà in vigore il grado di personalizzazione.

 

L’OUA, dopo aver preso visione della bozza del DPR, che sarà discussa nel prossimo Consiglio dei Ministri, ha sottolineato la gravità di un simile provvedimento, lanciando un appello al Presidente della Repubblica.

Nell’ appello dell’OUA si invita il Colle a respingere un provvedimento che “taglia i risarcimenti dei danni alla persona e che riduce del 50 % e anche più quelli spettanti ai macrolesi … volto solo a favorire gli interessi economici della assicurazioni, calpestando i diritti garantiti dalla Costituzione”.

Secondo le valutazioni contenute nel documento dell’OUA un giovane di 35 anni con una invalidità del 50% oggi viene risarcito con un minimo di € 384.00 fino ad un massimo di € 480.000 (compresa la personalizzazione), mentre con le nuove tabelle sarà liquidato con 220.000 euro.

Una persona di 70 anni con un danno biologico del 70%, oggi risarcita con un importo che va da un minimo di € 517.000 fino a un massimo di € 646.000, con le nuove tabelle percepirebbe un importo di € 303.000.

 

Altri appelli sono stati lanciati anche dall’ ANEIS  - associazione nazionale esperti di infortunistica stradale - e dall’ associazione vittime della strada (per chi desidera inviare l’appello a proprio nome ecco il link da utilizzare).

 

Anche da un punto di vista “tecnico” un simile provvedimento sarebbe inattuabile perché la delega al governo di allora in materia di risarcimento, è abbondantemente scaduta da oltre quattro anni (precisamente dal 1° gennaio 2009).

Da notare infine che l’attuale governo, tenuto ancora in piedi con la nomina dei cosiddetti “dieci saggi”, è comunque dimissionario dal 21 dicembre 2012, quando il Colle, preso atto delle dimissioni, aveva invitato il governo a rimanere in caricaper il disbrigo degli affari correnti”.

Anche volendo interpretare estensivamente il concetto di “affari correnti”, ammettendo cioè la possibilità che un governo dimissionario possa prendere provvedimenti urgenti volti a salvaguardare gli interessi nazionali (ad es. per fronteggiare le tensioni sui mercati finanziari), non sembra proprio che questo DPR rientri in tale categoria, né appare in alcun modo giustificata la necessità di inserirlo nell’agenda dei prossimi giorni, considerato vieppiù che un provvedimento veramente urgente, ovvero lo  sblocco dei pagamenti della P.A. alle imprese, è stato procrastinato a data da destinarsi.

 


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